Germania: l’Europa deve unirsi per affrontare Cina, Russia e Stati Uniti

Pubblicato il 16 maggio 2019 alle 13:08 in Europa Germania

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L’Europa deve unirsi per affrontare le sfide poste dai suoi tre grandi rivali globali: Cina, Russia e Stati Uniti. È quanto ha dichiarato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, in vista delle prossime elezioni europee.

“Non c’è dubbio che l’Europa debba riposizionarsi in un mondo che è cambiato”, ha affermato la Merkel, in un’intervista pubblicata dal quotidiano The Guardian. “Le vecchie certezze dell’ordine post-bellico non si applicano più”, ha aggiunto. La cancelliera tedesca ha sottolineato che ci sono tre principali rivali dell’Europa in questo nuovo quadro mondiale: Cina, Russia e Stati Uniti. “Ci stanno costringendo, di volta in volta, a trovare posizioni comuni. Questo è spesso difficile, visti i nostri diversi interessi. Ma lo facciamo. Pensiamo, ad esempio, alla nostra posizione in merito al conflitto in Ucraina”, ha dichiarato la Merkel, riferendosi alla condanna europea dell’annessione da parte della Russia della Crimea e del conseguente conflitto. “Anche le nostre politiche sull’Africa seguono una strategia comune e qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Quindi, continuiamo a mettere un piede di fronte all’altro”, ha riferito. “Tuttavia, bisogna sottolineare che il nostro potere politico non è ancora paragonabile alla nostra forza economica”, ha aggiunto la Merkel.

In vista delle elezioni europee, che si terranno tra il 23 e il 26 maggio in tutta l’Unione, la cancelliera tedesca ha sottolineato i temi al centro dell’agenda europea. In primo luogo, la Brexit, che ha rappresentato la più grande sfida europea degli ultimi anni, secondo l’esecutivo tedesco. Le istituzioni di Bruxelles hanno fatto la loro parte, ora tocca a quelle inglesi, secondo la cancelliera. “Affinché il Regno Unito lasci l’UE, deve esserci una maggioranza parlamentare a Londra che sia a favore a qualcosa, piuttosto che semplicemente contro qualcosa”, ha riferito, a tale riguardo, la Merkel. Un altro tema evidenziato è quello del cambiamento climatico, su cui le istituzioni sovranazionali europee hanno buon margine di azione e che è molto caro a Berlino. La cancelliera tedesca ha dichiarato che generare abbastanza ricchezza economica per affrontare la crisi ambientale è la sua “più grande preoccupazione”. La Germania, infatti, mirava ad azzerare le proprie emissioni entro il 2050. Tuttavia, la Merkel ha ammesso che questa rimane “una tremenda sfida” per Berlino.

“Molte persone sono preoccupate per l’Europa, me compresa”, ha dichiarato la Merkel. “Ciò significa che mi sento ancor più obbligata a unirmi agli altri per fare in modo che l’Unione abbia un futuro”, ha aggiunto. Ha poi fatto appello agli altri capi di governo dei Paesi europei e ha affermato che alcuni di questi dovrebbero smetterla di perdere tempo con il populismo e farebbero meglio a concentrarsi sui temi rilevanti dell’agenda politica ed economica internazionale. Quindi, la cancelliera ha ribadito che il Partito Popolare Europeo (PPE), che raggruppa i movimenti politici di destra di tutta l’Unione, non accoglierà i populisti di estrema destra, come il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini. “Questo è davvero il momento in cui dobbiamo lottare per i nostri principi e valori fondamentali”, ha affermato Merkel. “I capi di stato e di governo decideranno fino a che punto continuare con il populismo o se siamo finalmente pronti ad assumerci una comune responsabilità”, ha dichiarato. “Dire semplicemente che abbiamo goduto di sette decenni di pace non è più sufficiente per giustificare il progetto europeo. Senza argomentazioni lungimiranti per giustificare l’Europa, il progetto europeo di pace è più in pericolo di quanto si possa pensare”, ha sottolineato con forza la cancelliera tedesca.

Un’importante minaccia per la posizione tedesca e per il progetto europeo è rappresentata dalla crescita del populismo con una forte connotazione anti-europea e sovranista, sopratutto per quanto riguarda la difesa dei confini e degli interessi individuali del Paese. Il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, ha dichiarato che l’UE ha bisogno di essere governata da leader che si oppongono all’immigrazione clandestina e ha criticato il PPE per non aver appoggiato gli sforzi di quei movimenti politici e sociali di destra che hanno portato avanti una linea dura in questo ambito. Il premier ungherese potrebbe quindi appoggiare la proposta di Salvini per la creazione di un nuovo blocco nazionalista in seno al Parlamento Europeo. In questo contesto, Salvini si è recato a Budapest il 2 maggio per incontrare il primo ministro ungherese. I due leader hanno parlato di immigrazione e dell’inadeguatezza dell’Europa in tale ambito. L’appoggio americano al sovranismo europeo rappresenta l’ultimo tassello del complesso mosaico internazionale che va a formare l’attuale arena politica in cui si muovono le potenze occidentali e da cui dipende il futuro dell’Europa. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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