Presidenziali in Lituania: Nauseda e Šimonyte al ballottaggio, si dimette il premier Skvernelis

Pubblicato il 14 maggio 2019 alle 6:20 in Europa Repubbliche Baltiche

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli economisti Gitanas Nauseda e Ingrida Šimonyte si contenderanno al ballottaggio la presidenza della Lituania il prossimo 26 maggio. 

Con il 99.99% delle schede scrutinata Ingrida Šimonyte, indipendente candidata dall’Unione della Patria-Cristiano Democratici Lituani, formazione di centro-destra guidata dall’ex premier Andrius Kubilius, ha conquistato il 31,13% dei voti. Gitanas Nauseda, anch’egli economista indipendente, docente all’Università di Vilnius, ha ottenuto il 30,95% dei voti, circa 2.500 voti in meno rispetto alla concorrente. Terzo ed escluso quindi dal ballottaggio il primo ministro in carica Saulius Skvernelis, fermo al 19,72% dei voti.

Skvernelis, che guida dal 2016 un governo di coalizione, era sostenuto dall’Unione degli Agricoltori e dei Verdi della Lituania e dal Partito Socialdemocratico Laburista della Lituania. Nessuno degli altri candidati, tra cui il filosofo ed ex atleta olimpico Arvydas Juozatis e il candidato socialdemocratico Vytenis Andriukaitis, ha superato il 5%.

Alle urne si è recato il 56% degli aventi diritto, il 4% in più rispetto alle elezioni del 2014, quando l’attuale presidente, Dalia Grybauskaite, fu rieletta alla guida del paese. 

Il sistema elettorale lituano prevede il ricorso al secondo turno qualora nessun candidato superi il 50% dei voti al primo turno. Sarà quindi necessario attendere il 26 maggio per conoscere il successore di Dalia Grybauskaite, una delle critiche più dure nei confronti di Vladimir Putin e una dei principali propugnatori della linea dura nei confronti della Russia in seno all’Unione Europea, tanto da meritarsi il soprannome di “Lady di Ferro del Baltico” o “Thatcher lituana”.

Entrambi i candidati arrivati al ballottaggio propongono un aumento della spesa sociale e si sono detti pronti a chiedere a USA, UE e Nato un impegno maggiore nella difesa della frontiera orientale dell’Alleanza Atlantica e della UE dalla “minaccia russa”. Šimonyte e Nauseda hanno dichiarato che non incontreranno il presidente russo Vladimir Putin se questi non si ritira dalla Crimea. Un riferimento alla presidente della vicina Estonia, Kersti Kaljulaid, che si è recata in visita a Mosca lo scorso 18 aprile ed è stata ricevuta da Putin al Cremlino. La visita della presidente estone a Mosca ha provocato tensioni tra Vilnius e Tallinn, con la Lituania che ha lamentato la “mancanza di coordinamento” tra i paesi baltici e il rischio di “mostrare aperture” nei confronti della Russia, ed è divenuta un tema di dibattito durante la campagna presidenziale.

In attesa del secondo turno, tuttavia, il voto ha già avuto conseguenze: il premier Skvernelis, che secondo alcuni sondaggi sarebbe dovuto arrivare in testa, si è dimesso a causa del risultato che considera “fallimentare”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.