Pakistan: attentato mortale a Quetta

Pubblicato il 14 maggio 2019 alle 11:51 in Asia Pakistan

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Un ordigno artigianale, montato su una motocicletta, è stato fatto esplodere nei pressi di un veicolo della polizia che si trovava fuori da una moschea, nella città pakistana occidentale di Quetta. Almeno 4 poliziotti sono morti e 11 persone sono rimaste ferite.

L’attentato si è verificato il 14 maggio ed è stato immediatamente rivendicato con una email da Tehrik-i Taliban Pakistan (TTP), i talebani pakistani. Questo ultimo assalto arriva a meno di una settimana da un altro attacco effettuato dal gruppo contro una postazione delle forze dell’ordine, che erano poste a guardia di un importante santuario sufi, nella città orientale di Lahore. L’attentato è avvenuto l’8 maggio e ha causato la morte di 10 persone. A seguito di tali violenze, le forze di sicurezza del Pakistan sono in massima allerta, sopratutto dall’inizio del mese sacro del Ramadan, inaugurato il 6 maggio. 

Appena un mese fa, il 12 aprile, la città di Quetta era stata sconvolta da un altro violento attacco, in cui almeno 20 persone sono state uccise e 30 sono rimaste ferite, a causa di un’esplosione in un mercato. In tale caso, l’attentato aveva preso di mira la minoranza sciita hazara che vive nella città. Gli hazara sono un’etnia di origine mongola, con alcuni tratti caucasoidi, di religione sciita, che vivono in Afghanistan, Pakistan e Iran. La comunità ha subito numerose persecuzioni nei tre Paesi dove vivono.  Nel 1893 vennero sterminati dal capo pashtun, Abdul Rahman, e si stima che il 60% della popolazione hazara afghana sia stato ucciso, in quella occasione. Nel 2001, poco prima della distruzione dei Buddha della valle di Bamiyan, gli hazara hanno subito una pulizia etnica da parte dei talebani, che ha decimato la comunità, minacciandone l’estinzione. I musulmani sciiti rappresentano tra il 10 e il 15% della popolazione del Pakistan, composta da 209 milioni di persone. Il sud-est del Paese, dove vive la comunità hazara, è un’area dove sono attualmente attivi i talebani pakistani e la Khorasan Province, la branca dell’ISIS che opera in Pakistan e Afghanistan. Questi sono soliti compiere attentati contro le minoranze sciite locali nei due Paesi.

I talebani pakistani effettuano attacchi nel Paese asiatico dal 2007. Il movimento ha rivendicato molti attentati che hanno causato la morte di oltre 4.000 persone. Il 22 febbraio 2017, le autorità di Islamabad avevano lanciato una missione, chiamata Raad-al-Fasad, eliminazione del caos, per aumentare gli sforzi contro i terroristi locali. Nell’est del Pakistan, nella zona di Lahore sono stati attivi anche i militanti di al-Qaeda e dell’ISIS. La situazione per quanto riguarda il Pakistan e il terrorismo è molto controversa. A febbraio, l’India ha fatto numerose pressioni affinché il Pakistan sia mantenuto nella lista “grigia” dei Paesi sospettati di finanziare il terrorismo. Nuova Delhi ha chiesto di tenere Islamabad sotto stretto controllo, a seguito dell’attentato avvenuto il 14 febbraio nella contesa regione del Kashmir, dove 44 paramilitari indiani hanno perso la vita. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo armato pakistano islamico Jaish-e-Mohammad. Il Pakistan è sulla lista grigia da giugno 2018. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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