Allarme bomba alla Casa Rosada scuote l’Argentina

Pubblicato il 14 maggio 2019 alle 10:09 in America Latina Argentina

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Pochi giorni dopo l’attentato costato la vita al funzionario Miguel Marcelo Yadón e al deputato Héctor Olivares, due allarmi bomba hanno scosso la vita politica argentina, che, nonostante diversi periodi di instabilità e di crisi, non conosceva livelli di tensione tali dalla fine della dittatura nel 1983. 

Lo stesso giorno in cui un uomo che ha cercato di entrare nella Casa Rosada con un revolver con il numero di serie cancellato, ma senza proiettili, una telefonata anonima ha avvisato della presunta esistenza di un ordigno esplosivo nello stesso palazzo presidenziale argentino. Pochi minuti dopo anche una telefonata simile è stata ricevuta per quanto riguarda l’edificio della Camera dei Deputati.

La polizia ha attivato i protocolli di sicurezza, evacuato l’edificio della Camera e parte della Casa Rosada, ed ha inviato squadre di artificieri in entrambi gli edifici. Gli allarmi si sono rivelati essere falsi, ma la situazione è rimasta tesa per tutto il pomeriggio del 13 maggio.

Altre chiamate anonime allertavano di bombe nelle stazioni della metropolitana della capitale argentina Consitución y Retiro costringendo a evacuare, nel pomeriggio di lunedì 13 maggio, le stazioni di El Roca, Mitre, Belgrano Norte e San Martín. Il centro di Buenos Aires è rimasto dunque paralizzato per circa due ore, prima che la polizia si accertasse che gli allarmi erano falsi e il servizio è ripreso regolarmente in serata. 

Il Capo di gabinetto del Ministero della Sicurezza, Gerardo Milman, ha parlato delle minacce di attentati dinamitardi contro la Casa Rosada e nell’edificio della Camera dei deputati e ha sottolineato che le forze di sicurezza di solito riescono ad individuare i responsabili, che “prima o poi finiscono sempre nelle mani della giustizia” .

“Ci sono diversi modi per trovare queste persone e arrestarle. Lo fanno come un modo per infastidire, per interrompere la quotidianità delle persone, spesso complicando la vita a migliaia di argentini utenti delle ferrovie e delle metropolitane e ora anche alla Casa Rosada e al Congresso in cui persone di diversa affiliazione politica lavorano quotidianamente” – ha detto Milman in una dichiarazione televisiva dopo il cessato allarme.

La tensione è alta a Buenos Aires dopo l’attentato che il 9 maggio scorso è costato la vita al funzionario Miguel Marcelo Yadón e al deputato Héctor Olivares. Due sconosciuti hanno fatto fuoco contro il funzionario e l’uomo politico che si trovavano sulle scale del parlamento. Yadón è morto sul colpo, Olivares invece è deceduto in ospedale domenica 12 maggio a causa delle ferite ricevute. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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