Sri Lanka: lanci di pietre contro moschee e scontri

Pubblicato il 13 maggio 2019 alle 10:09 in Asia Sri Lanka

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Un gruppo di persone ha lanciato pietre contro 3 moschee e contro alcuni negozi di proprietà di famiglie di fede islamica, a seguito di una disputa tra due individui.

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters, la discussione è iniziata sui social network domenica 12 maggio ed è proseguita con il pestaggio di un individuo nella città di Chilaw, sulla costa occidentale dello Sri Lanka. Da quando una cellula jihadista ha effettuato una serie di attentati in 3 chiese e 4 hotel del Paese, il 21 aprile, in occasione della domenica di Pasqua, la comunità musulmana dello Sri Lanka ha ricevuto numerose minacce. Gli scontri del 12 maggio si sono verificati a seguito di una disputa sorta su Facebook tra due utenti che avrebbero discusso di questioni legate agli attentati. Un uomo ha insultato la comunità musulmana dell’isola, in un post in cui sosteneva i cristiani del Paese. Un secondo individuo, di fede islamica, avrebbe risposto tramite il suo account in maniera minacciosa. Le autorità locali hanno dichiarato di aver poi arrestato l’autore di tale post su Facebook, identificandolo come il trentottenne Abdul Hameed Mohamed Hasmar.

La popolazione di Chilaw, una città a maggioranza cristiana, ha riferito di essersi sentita minacciata dalle parole di Hasmar. A seguito di questo scambio sui social network, un gruppo di abitanti ha quindi tentato il linciaggio del fedele musulmano. “Più tardi hanno lanciato pietre contro 3 moschee e alcuni negozi di proprietà di persone musulmane. Ora la situazione si è calmata, ma abbiamo paura di scontri nella notte “, ha riferito un abitante locale, anche lui di fede islamica, che ha chiesto rimanere anonimo per ragioni di sicurezza. Una moschea ha subito ingenti danni, secondo testimoni locali. Alcuni filmati online mostrano diverse dozzine di giovani che urlano e lanciano pietre contro un negozio di vestiti chiamato New Hasmars, che gli abitanti del luogo hanno riferito appartenere all’uomo coinvolto nella disputa su Facebook. “Un coprifuoco è stato imposto dalla polizia nella zona di Chilaw con effetto immediato fino alle 6 di domani per abbassare la tensione”, ha affermato il portavoce della polizia locale, Ruwan Gunasekera.

A seguito degli attentati di Pasqua, la vita nello Sri Lanka rimane ancora sconvolta. Dopo alcuni scontri tra comunità locali di fedi opposte nella città di Negombo, dove ha avuto luogo uno degli attentati del 21 aprile, le autorità avevano deciso di imporre una serie di limitazioni ai social network nel Paese. Tale decisione era stata presa per limitare la diffusione di notizie false riguardanti le violenze degli ultimi giorni e rappresenta le difficoltà dell’isola a tornare alla vita quotidiana. Il 7 maggio, il comandante dell’esercito, Mahesh Senanayake, ha sollecitato i cittadini a riprendere le normali attività e ha chiesto di fidarsi delle forze di sicurezza. “Chiedo alla gente di non avere inutilmente paura, di non credere alle voci”, ha dichiarato. “Credete nei soldati e nella polizia che hanno sconfitto una delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo”, ha poi aggiunto, riferendosi ai separatisti etnici Tamil, contro i quali le autorità dello Sri Lanka hanno combattuto per 26 anni. Tale conflitto è finito circa 10 anni fa. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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