Israele: nuovi dettagli sull’ “Accordo del secolo” di Trump

Pubblicato il 13 maggio 2019 alle 18:53 in Israele USA e Canada

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Il cosiddetto “Accordo del secolo”, proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riconoscerà la sovranità israeliana sugli insediamenti nella Cisgiordania occupata, rivela la stazione televisiva di Tel Aviv, Channel 12. La Casa Bianca, al momento, si è rifiutata di esprimersi in merito alle indiscrezioni, ma finora l’amministrazione Trump si è sempre dimostrata favorevole alle colonie israeliane.

Si prevede che il tanto atteso accordo venga rivelato dopo il mese islamico del Ramadan, destinato a concludersi agli inizi di giugno. Il piano doveva originariamente essere esposto nei primi mesi del 2019, ma le elezioni in Israele ne hanno provocato il rinvio.

I leader palestinesi l’hanno già respinto, affermando che sarà palesemente di parte e favorirà Netanyahu. Il presidente degli Stati Uniti aveva riconosciuto la città di Gerusalemme come capitale israeliana, il 6 dicembre 2017, un atto che era stato condannato dalla maggior parte dei Paesi della comunità internazionale.

Il piano di pace, soprannominato “l’affare del secolo”, è stato sviluppato dal genero di Trump, Jared Kushner, i cui stretti legami con il primo ministro israeliano Netanyahu hanno accresciuto i sospetti palestinesi. Sebbene i dettagli del piano rimangano segreti, le sue linee generali sono emerse gradualmente. Alcune presunte clausole includono il controllo permanente di Israele sulla Valle del Giordano e una presenza militare israeliana a lungo termine nella Cisgiordania occupata.

Le colonie sono dal 2014 a oggi una delle questioni più dibattute nell’ambito degli sforzi atti ad avviare un processo di pace tra Palestina e Israele. Allo stato attuale, oltre 400.000 israeliani vivono in Cisgiordania, stando alle stime di Israele, a fronte dei circa 2,9 milioni di palestinesi, secondo le statistiche del Palestinian Statistics Bureau. Altri 212.000 israeliani vivono a Gerusalemme Est, ha riferito l’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite. La Palestina, insieme a molti Paesi, considera le colonie israeliane illegali in base agli accordi delle convenzioni di Ginevra che proibiscono di creare insediamenti su territori occupati in guerra. Israele contesta tale visione, vantando legami storici, politici e biblici con il territorio. Al momento, la Cisgiordania, dove i palestinesi intendono creare un loro Stato che includa anche Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, resta sotto l’occupazione militare israeliana con una limitata capacità di autodeterminazione palestinese. 

In questo contesto, il 25 marzo, a Washington, il presidente americano, Donald Trump, ha firmato un decreto nel quale gli Stati Uniti riconoscono la sovranità israeliana sulle Alture del Golan, all’inizio di un incontro con il primo ministro israeliano.  Il decreto ha formalizzato la dichiarazione di Trump del 21 marzo, con la quale il presidente degli USA aveva affermato che era giunto il momento per gli Stati Uniti “di riconoscere pienamente” la sovranità israeliana sul Golan.

Il piano di pace americano è stato fortemente criticato su più fronti. “Un tale accordo sarà morto in partenza perché non affronta questioni come la fine dell’occupazione israeliana o l’affermazione della sovranità palestinese”, ha dichiarato Emile Nakhleh, professore e direttore dell’Istituto di politica di sicurezza globale e nazionale, presso l’Università di New Mexico. Joe Macaron, un ricercatore sulla politica degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha criticato la mancanza di coinvolgimento delle parti interessate, affermando che: “Il cosiddetto accordo del secolo è l’unico tentativo nella storia della risoluzione del conflitto in cui le parti del conflitto non sono incluse nel processo e in cui i loro sostenitori regionali non sono stati informati”. Secondo Macaron: “Mr. Kushner pianifica un tour di raccolta fondi per la componente economica del piano, mentre non menziona la componente politica, quindi si aspetta che gli alleati arabi finanzino questo piano e normalizzino i rapporti con Israele prima ancora di conoscere il piano segreto per risolvere il conflitto israelo-palestinese”. Considerando le misure adottate dall’amministrazione Trump fino ad oggi, c’è poca speranza per una potenziale svolta.

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Chiara Gentili

di Redazione

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