Cuba: i diritti LGBT tra riconoscimento e repressione

Pubblicato il 13 maggio 2019 alle 9:47 in America Latina Cuba

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La marcia contro l’omofobia e per i diritti del collettivo LGBT si è tenuta a L’Avana nonostante la mancata autorizzazione da parte delle autorità dell’isola. La manifestazione ufficiale, voluta da Mariela Castro, figlia dell’ex presidente Raúl e nipote di Fidel Castro, era stata annullata nei giorni scorsi, ciononostante centinaia di persone hanno sfilato dal Parque Central, in pieno centro della capitale, verso il Malecón, il lungomare dell’Avana. La manifestazione si è svolta pacificamente per circa mezzo chilometro. Al termine della marcia, la polizia è intervenuta ed ha arrestato tre persone, una dimostrazione dell’ambivalenza delle autorità cubane nei confronti del collettivo che difende i diritti degli omosessuali.

Al grido di “Cuba diversa” o, “La cosa più grande di Cuba”, “Sì, si può” attivisti LGBT hanno espresso il loro disaccordo con la sospensione ufficiale della Conga (parata) dell’annuale Giornata contro l’omofobia e la transfobia,  organizzata dal Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex) di Mariela Castro, che opera sotto la supervisione del Ministero della Salute.

All’incrocio tra il Prado (il viale che collega il centro dell’Avana vecchia con la costa) e il Malecón, agenti di polizia ha chiesto ai manifestanti di  fermare “per favore” la marcia, che non era stata autorizzata. I manifestanti si sono seduti in strada per protestare contro l’azione di polizia.

La manifestazione si è comunque svolta pacificamente, ma tre persone che hanno insultato gli agenti di polizia, sono stati arrestati e portati via, riferisce la stampa straniera presente alla manifestazione. Le persone arrestate sono tre giornalisti indipendenti. “Nel tentativo di continuare la marcia, la polizia è intervenuta presso il Malecón violentemente ed ha arrestato Boris González Arenas, Óscar Casanellae Iliana Hernández” – ha riferito via Twitter la giornalista Luz Escobar, di 14ymedio, quotidiano cubano indipendente. Altre fonti indicano la detenzione di sette persone.

La marcia alternativa era stata convocata sui social network con il motto Marchamos por nuestros sueños, por la diversidad, por una Cuba Diversa (Marciamo per i nostri sogni, per la diversità, per una Cuba diversa).

La scorsa settimana il Cenesex ha riferito che la conga, che negli ultimi dieci anni ha rappresentato l’inizio della giornata contro l’omofobia, non si sarebbe tenuta. La decisione è stata giustificata con “le nuove tensioni nel contesto internazionale e regionale” che influenzano la vita quotidiana a Cuba, senza che il Cenesex specificasse a cosa si riferiva, ma chiedendo ai suoi di serrare i ranghi attorno alle autorità e alle decisioni ufficiali.

Nonostante quanto avvenuto con la marcia di domenica, le attività ufficiali che si svolgono dal 7 al 23 maggio all’Avana e nella provincia orientale di Camagüey nel quadro della Giornata contro l’omofobia, sono state confermate.

Dallo scorso marzo è entrata in vigore la nuova Costituzione di Cuba, che, dopo un lungo dibattito, ha lasciato fuori una proposta per definire il matrimonio come “unione tra due persone” che avrebbe aperto le porte al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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