ISIS annuncia di aver creato una “provincia” in India

Pubblicato il 12 maggio 2019 alle 6:00 in Asia India

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Lo Stato Islamico ha rivendicato per la prima volta la creazione di una sua “provincia in India, in seguito a uno scontro tra alcuni jihadisti e le forze di sicurezza governative, avvenuto nella regione contesa del Kashmir.

Nella serata di venerdì 10 maggio, l’agenzia di stampa dell’Isis, Amaq, ha annunciato la creazione di una nuova provincia sotto il suo controllo, chiamata “Wilayah of Hind”; attraverso il medesimo comunicato, si rende noto inoltre che il gruppo islamista ha inflitto danni e causato vittime tra le fila dell’esercito indiano, nel villaggio di Amshipora, situato nel distretto di Shopian, nella regione del Kashmir. La dichiarazione dell’Isis ha una riprova nel dispaccio divulgato dalle forze dell’ordine indiane, nella medesima giornata, nel quale si afferma che un militante chiamato Ishfaq Ahmad Sofi è stato ucciso in uno scontro a Shopian. “È stata un’operazione pulita, e non è avvenuto alcun danno collaterale durante lo scontro a fuoco”, ha annunciato il portavoce della polizia locale. Secondo gli ufficiali dell’esercito indiano, può essere che Sofi fosse l’unico militante islamico rimasto in Kashmir che avesse ancora legami con l’Isis. Sofi aveva preso parte a numerosi gruppi e movimenti di militanza islamica stanziati nella regione per oltre un decennio, prima di giurare fedeltà allo Stato Islamico. L’uomo era sospettato di aver condotto molteplici attacchi con granate contro le forze di sicurezza, secondo quanto riferito dalle fonti governative locali.

L’annuncio dello Stato Islamico in merito alla creazione di una nuova provincia sembra essere un tentativo di rilancio della propria risonanza dopo che il gruppo è stato sconfitto, e con esso il suo califfato autoproclamato, in Iraq e in Siria, nel mese di aprile.

Rita Katz, direttrice del SITE Intel Group che identifica gli estremisti islamici, ha commentato che la creazione di una “provincia” in una regione dove il gruppo non ha nulla che assomigli a una qualche sorta di autorità è “assurda”, ma che non bisogna prenderla sotto gamba, in quanto, nonostante le potenze mondiali potrebbero “alzare gli occhi al cielo”, pensando che i jihadisti non costituiscono una minaccia in queste regioni vulnerabili, ci sono indizi significativi che potrebbero condurre alla ricostruzione graduale della mappa di un califfato islamico.

Di recente, l’Isis ha intensificato le proprie aggressioni e incursioni, così come anche gli attacchi suicidi; inoltre, il movimento ha rivendicato l’attentato di Pasqua in Sri Lanka, nel quale sono morte 253 persone.

Il Kashmir è stato diviso tra India e Pakistan dalla fine del colonialismo britannico nel 1947.  Tuttavia, entrambi gli Stati rivendicano il territorio himalayano in pieno: l’India mantiene circa 500.000 soldati e regolarmente disperde in modo violento le proteste, sparando gas lacrimogeni e proiettili ai manifestanti. Circa 70.000 persone sono state uccise negli ultimi trent’anni nella rivolta contro il dominio indiano.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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