Georgia: il Giorno della Vittoria motivo di scontro politico

Pubblicato il 12 maggio 2019 alle 6:10 in Europa Georgia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il principale memoriale della seconda guerra mondiale in Georgia, nella capitale Tbilisi, è diventato scenario di uno scontro ideologico il 9 maggio, la data celebrata come Giorno della Vittoria nella maggior parte del mondo ex-sovietico in ricordo della vittoria sulla Germania nazista. Attivisti politici, principalmente divisi in filo-russi e anti-russi, si sono scontrati per il passato e il presente della nazione caucasica.    

In un angolo della piazza, i georgiani inscenavano la versione locale del “Reggimento immortale” – un movimento commemorativo nato in Russia durante la seconda guerra mondiale, nel quale vengono portati in parata, dai loro discendenti, i ritratti dei caduti durante la guerra. I reggimenti sono diventati parte centrale della commemorazione della seconda guerra mondiale in Russia e sono ampiamente sostenuti dal Cremlino, che negli ultimi anni ha usato la vittoria sovietica sulla Germania nazista come strumento ideologico per sostenere il presidente Vladimir Putin, che infatti prende parte personalmente ogni anno alla sfilata del “Reggimento immortale” a Mosca.

Il movimento si è diffuso in altre repubbliche post-sovietiche, dove alcuni sono restii ad accettare ciò che considerano uno strumento di propaganda russo che sfrutta le tragedie condivise della seconda guerra mondiale, mentre altri le considerano un modo di commemorare i propri antenati caduti in un conflitto che costò all’URSS oltre 27 milioni di morti. 

“Le organizzazioni fingono di celebrare la vittoria sul nazismo, ma sono gestite da Putin e questo fa parte di una guerra ibrida contro la Georgia”, ha detto Nino Danelia, attivista e docente di giornalismo, riferisce il network eurasianet.org. Il reggimento immortale è apparso per la prima volta in Georgia due anni fa. Quest’anno due organizzazioni rivali hanno organizzato eventi di “reggimento immortale” nelle principali città, provocando la reazione degli attivisti che protestano contro la presenza militare russa nei due territori separatisti della Georgia, l’Abchazia e l’Ossezia del Sud e che Tbilisi considera un’occupazione. 

Al mattino, i rappresentanti di entrambi i campi si sono riuniti nel Parco di Tbilisi, e la polizia ha formato una cordone di agenti e soldati per cercare di impedire loro di scontrarsi.

Bandiere rosse sovietiche da un lato del cordone di poliziotti, bandiere nazionali  georgiane bianche e rosse dall’altro. Da un lato l’immagine del dittatore sovietico Iosif Stalin, georgiano, assieme alle foto dei georgiani che morirono combattendo a fianco dei russi e degli altri popoli sovietici durante la seconda guerra mondiale. I loro avversari hanno issato le foto di Giorgi Antsukhelidze, un soldato georgiano ucciso nell’agosto 2008 durante la guerra con la Russia per il controllo dell’Ossezia del Sud.

I due gruppi si sono limitati per lo più a scontri verbali e insulti, accusandosi reciprocamente di ignorare la storia, ma in diverse occasioni la situazione ha rischiato di degenerare, sono scoppiate diverse risse e la polizia ha arrestato cinque persone. 

Il massimo momento di tensione è stato all’arrivo del premier Bakhtadze al monumento ai caduti. Il capo del governo, circondato da anziani veterani e accompagnato dal presidente del parlamento, ha tentato di ignorare i dibattiti, gli insulti e gli accenni di rissa attorno a lui. “La Georgia ha fatto un enorme sacrificio umano in questa guerra – ha dichiarato Mamuka Bakhtadze – centinaia di migliaia di georgiani hanno trovato una morte eroica in questa guerra e vorrei porgere loro il mio rispetto”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.