USA inviano nave da guerra con missili Patriot in Medio Oriente, deterrente per l’Iran

Pubblicato il 11 maggio 2019 alle 14:29 in Iran USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno approvato l’invio della nave da guerra USS Arlington in Medio Oriente; l’imbarcazione trasporterà veicoli anfibi e una batteria di missili Patriot, e si unirà al gruppo da battaglia della portaerei USS Abraham Lincoln, attualmente stanziato nel mar Rosso.

L’annuncio è stato diffuso dal Pentagono nel corso di venerdì 10 maggio, nel contesto di rinnovate tensioni tra Washington e Teheran, da cui gli Stati Uniti temono l’ipotesi di “attacchi imminenti”. La USS Arlington (LPD-24) trasporta marines, veicoli anfibi, velivoli ad ala rotante e una batteria di missili Patriot, e andrà a ingrandire le fila degli arsenali bellici statunitensi dispiegati nella regione mediorientale, presso il Commando Centrale americano CENTCOM. Di esso fa già parte il gruppo della portaerei USS Abraham Lincoln, la quale ha già oltrepassato il Canale di Suez, in Egitto, nella giornata di giovedì 9 maggio. Secondo Washington, tali spostamenti giungono in risposta alla “prontezza iraniana”, recentemente riscontrata, “a condurre operazioni offensive”. La richiesta a procedere in tal senso era giunta al Pentagono la settimana precedente, e l’ente governativo ha fatto sapere che il Dipartimento della Difesa continua a monitorare “da vicino” le attività del regime iraniano, il loro esercito e i loro alleati, pur sottolineando che gli Stati Uniti “non cercano il conflitto con l’Iran”, ma si tengono pronti a difendere le forze americane e i propri “interessi” nella regione.

Teheran, dal canto suo, ha percepito la mossa di Washington come una “guerra psicologica” architettata per intimidirla.

Il sistema missilistico Patriot è un meccanismo di difesa antiaerea atto a neutralizzare velivoli, droni, missili da crociera e missili balistici; tale sistema è attualmente impiegato in Bahrein, Giordania, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Nella medesima settimana, pochi giorni prima, era già arrivata alla base aerea statunitense Al Udeid, in Qatar, una task force aerea che comprendeva anche bombardieri B-52; a renderlo noto era stato il Commando Centrale americano.

In un avviso pubblicato giovedì 9 maggio, l’Amministrazione Marittima statunitense (MARAD) aveva reso noto che, dall’inizio del mese di maggio, aveva registrato un’aumentata possibilità che l’Iran, o uno dei suoi alleati regionali, potesse sferrare un’offensiva contro gli Stati Uniti e i loro partner, o ai danni dei loro interessi nell’area mediorientale. Un bersaglio sospettato da MARAD sarebbero le infrastrutture adibite alla produzione ed estrazione petrolifera. Anche alcuni ufficiali americani hanno affermato di aver raccolto informazioni secondo cui Teheran starebbe preparando una risposta militare, in primis spostando alcuni missili via mare.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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