Turchia: “determinata” a entrare nell’UE nonostante “due pesi due misure”

Pubblicato il 11 maggio 2019 alle 10:51 in Europa Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che i ritardi nell’entrata di Ankara in seno all’Unione Europea sono stati causati dalla presenza di doppi standard nel blocco, ma che il suo Paese è a ogni modo “determinato” a diventare membro a tutti gli effetti, e lavora “persistentemente” in tal senso.

Tale discorso è stato pronunciato dal capo di Stato turco nella giornata di giovedì 9 maggio, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Anadolu. “La Turchia procede sulla sua strada con persistenza, nonostante chi cerchi di escluderla dalla famiglia europea”, ha affermato Erdogan, aggiungendo: “Nonostante tutti i doppi standard che abbiamo riscontrato durante i negoziati per il nostro accesso, la Turchia è determinata a diventare pienamente membro dell’Unione Europea come obiettivo strategico”. Il leader di Ankara ha inoltre spiegato che il Paese ha avuto grandi difficoltà a entrare nell’UE per 60 anni; eppure, secondo lui, è l’Unione che ha più bisogno della Turchia, e non l’opposto. Erdogan ha poi affermato che Ankara continua a proteggere i suoi confini orientali con la Siria e con l’Iraq, così come la frontiera occidentale con Grecia e Bulgaria, non solo per ragioni legate alla sicurezza nazionale, ma anche per motivi di “sicurezza dell’Europa”. “Fare parte dell’UE ha un significato nell’equazione in cui entrambe le parti ci guadagnano. Nessuno può obbligare la Turchia ad accettare un’equazione che sia svantaggiosa”, ha concluso il presidente.

Negli ultimi anni, l’Unione Europea e le nazioni che ne fanno parte hanno sollevato crescenti critiche e preoccupazioni circa le presunte violazioni dei diritti umani e i passi indietro nel processo democratico osservati in Turchia; ciò ha causato lo stallo dei negoziati per l’adesione di Ankara. Secondo Erdogan, invece, il dibattito sull’adesione della Turchia si è stoppato perché il blocco europeo ha usato due pesi e due misure, comportandosi in modo sfavorevole verso la nazione. Inizialmente, Ankara era stata riconosciuta come candidato alla membership piena, vent’anni fa, e nel 2005 il Paese aveva avviato le trattative per entrare nell’UE.

Nel 2016, la Turchia aveva firmato un accordo del valore di 6 miliardi di euro per limitare il flusso migratorio diretto in Europa. Tale intesa avrebbe dovuto anche accelerare il processo di adesione di Ankara all’UE e dare ai cittadini turchi il diritto a viaggiare nell’Unione senza obbligo di visto, tuttavia tali punti devono ancora essere approvati, in quanto lo Stato mediorientale non è riuscito a soddisfare tutti i parametri di riferimento fissati dal blocco.

Dal canto suo, Ankara ha denunciato la lentezza con cui l’UE le ha stanziato i fondi previsti dall’accordo, e pensati anche per migliorare le condizioni di vita di milioni di rifugiati siriani che si trovano attualmente sul territorio turco.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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