Venezuela: appello del Canada a Cuba per trovare una soluzione alla crisi

Pubblicato il 10 maggio 2019 alle 11:11 in Cuba USA e Canada Venezuela

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Il fallimento della sollevazione militare tentata da Juan Guaidó e dall’opposizione venezuelana lo scorso 30 aprile ha causato un intensificarsi dei contatti diplomatici tra i paesi americani alla ricerca di una soluzione alla crisi di Caracas. Dal Canada all’Argentina, quasi tutte le principali potenze regionali vogliono che Nicolás Maduro abbandoni il potere, ma evitare spargimenti di sangue è fondamentale, in particolare per i paesi del Gruppo di Lima, che riunisce 14 nazioni latinoamericane e il Canada. Per questo motivo, diversi paesi hanno fatto appello a Cuba, il più antico alleato del governo chavista, per intercedere presso Maduro e cercare una via d’uscita accettabile sia per il chavismo che per le forze di opposizione.

Justin Trudeau, primo ministro del Canada, ha chiesto al presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel, di lavorare insieme per risolvere la crisi che il Venezuela sta attraversando, e offrire una nuova strada al popolo venezuelano. 

Secondo una dichiarazione rilasciata dal governo di Ottawa, Trudeau e Díaz-Canel hanno conversato telefonicamente la scorsa settimana e il primo ministro canadese ha espresso il desiderio di rispettare la Costituzione nel paese sudamericano, un punto che Cuba considera inamovibile e non negoziabile prima di intercedere presso Maduro.

In questo modo, il leader liberale canadese si è unito a un gruppo di 14 paesi dell’America Latina che hanno chiesto la “mediazione” di Cuba per trovare una soluzione pacifica a un conflitto in cui anche la Russia, altro grande alleato del governo dell’Avana, è ormai coinvolta direttamente.

Tuttavia, nonostante l’appello di Trudeau per elezioni libere nel paese sudamericano, il governo cubano ha affermato che continuerà a riconoscere la presidenza di Nicolás Maduro. “Ho sottolineato la necessità di un dialogo con il presidente Maduro basato sul rispetto della sovranità venezuelana e della legge internazionale senza minacce o interventi stranieri” – ha scritto il presidente cubano su Twitter.

Díaz-Canel ha anche ringraziato Trudeau per la sua opposizione alla Legge Helms-Burton, il cui titolo III è entrato in vigore il 2 maggio scorso e consente alle società statunitensi o ai cittadini che sono stati espropriati dopo la rivoluzione di Fidel Castro del 1959 di citare in giudizio società di paesi terzi o persone giuridiche (essenzialmente europee e canadesi) che traggono profitto dal commercio di beni prodotti in proprietà espropriate nei tribunali americani. 

Il dialogo tra Trudeau e Díaz-Canel arriva in un momento in cui gli Stati Uniti accusano Cuba di svolgere operazioni di intelligence e di mantenere truppe in Venezuela con lo scopo di sostenere il governo di Nicolás Maduro.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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