USA aumentano ancora i dazi sui prodotti cinesi

Pubblicato il 10 maggio 2019 alle 11:39 in Cina USA e Canada

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Venerdì 10 maggio, gli Stati Uniti hanno imposto una serie di nuovi dazi sui prodotti cinesi, per un valore di 200 miliardi di dollari, come già annunciato dal presidente americano, Donald Trump. Quasi tutte le importazioni dalla Cina sono oggi tassate da Washington. 

La decisione di Trump è arrivata a seguito di un colloquio cruciale con la controparte cinese, tenutosi a Washington la sera del 9 maggio. Tale incontro non ha prodotto nessun accordo e la Casa Bianca ha riferito che i negoziati riprenderanno di nuovo venerdì 10 maggio. Tuttavia, rimane incerto se le due parti possano colmare le divergenze emerse nell’ultima settimana. Inoltre, l’ultima mossa statunitense, in questa già complessa guerra commerciale tra Pechino e Washington, mette a rischio una possibile futura intesa. Il pomeriggio di giovedì 9 maggio, Trump ha prima definito la Cina come un Paese minaccioso e ha poi aggiunto che un accordo è ancora possibile. Allo stesso modo, il presidente USA ha dichiarato di aver ricevuto una “bella lettera” dal presidente cinese, Xi Jinping, e ha riferito che avrebbe probabilmente avuto colloqui telefonici con quest’ultimo. Nello stesso incontro, ha però dichiarato che sarebbe stato “più che felice” di colpire Pechino con le nuove tariffe, secondo quanto riferito dal New York Times

“Non ho idea di cosa succederà”, ha dichiarato il presidente. “Vedranno cosa possono fare, ma la nostra alternativa è eccellente”, ha aggiunto, sottolineando il fatto che le tariffe americane sui prodotti cinesi stavano portando “miliardi” nelle casse del governo degli Stati Uniti. Dopo i colloqui di giovedì 9 maggio, Trump ha incontrato il rappresentante commerciale USA, Robert Lighthizer, e il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin. Nelle prime ore della mattina successiva, l’amministrazione americana ha annunciato l’aumento dei dazi. Pechino aveva minacciato rappresaglie se Washington avesse colpito la Cina con le nuove tariffe, aggiungendo che la retorica del presidente americano sta agitando i mercati finanziari di tutto il mondo. Il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che “deplora profondamente” la decisione statunitense e ha promesso di prendere tutte le “contromisure necessarie”. Non ha, però, specificato quali saranno. Le autorità cinesi, tuttavia, continuano ad utilizzare un linguaggio moderato. “L’undicesimo round di colloqui su le questioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti è in corso e speriamo che gli Stati Uniti e la controparte cinese possano incontrarsi a metà strada”, ha affermato il ministero del Commercio di Pechino, in una dichiarazione rilasciata venerdì 10 maggio.

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione dell’Europa, di Canada e Messico, dell’Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”. Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, rimangono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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