Somalia: attacco aereo americano uccide 13 militanti dell’ISIS

Pubblicato il 10 maggio 2019 alle 12:36 in Somalia USA e Canada

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Un attacco aereo statunitense ha causato la morte di 13 militanti dell’ISIS nella regione semi-autonoma del Puntland, secondo quanto riferito dalle autorità militari di Washington. 

L’operazione americana è stata effettuata mercoledì 8 maggio, tre giorni dopo un altro attacco in cui erano stati individuati ed eliminati altri 3 jihadisti dello Stato Islamico, nella stessa area. L’8 maggio, le forze dell’esercito americano hanno colpito, nello specifico, un campo di addestramento dell’ISIS nelle montagne di Golis, secondo quanto riferito dal Commando americano in Africa, l’AFRICOM. “Questa volta, è stato appurato che l’attacco aereo ha causato la morte di 13 terroristi”, ha riferito AFRICOM. Gli Stati Uniti sono impegnati in una campagna contro il terrorismo in Somalia dall’inizio dell’amministrazione dell’attuale presidente statunitense, Donald Trump, nel 2017. In questi anni, le forze armate americane hanno riferito di aver ucciso circa 800 terroristi. Questi individui facevano parte dell’ISIS o di al-Shabaab, un’organizzazione jihadista locale, che compie attentati contro il governo nazionale somalo da oltre un decennio. 

Il 14 aprile AFRICOM ha dichiarato di aver eliminato il vice-leader regionale dell’Isis, Abdulhakim DhuqubSecondo le Nazioni Unite, nel 2004 Dhuqub aveva supportato la creazione della prima cellula terroristica di al-Ittihad al-Islamiya (AIAI), predecessore ideologico di al-Shabaab. In seguito, Dhuqub aveva disertato il movimento per unirsi allo Stato Islamico. La più grande operazione via cielo nel Paese, prima del mese di maggio, risale al 19 gennaio 2019, quando l’esercito statunitense ha condotto un raid aereo sulla Somalia, uccidendo 52 militanti islamici di al-Shabaab, i quali avevano attaccato una base militare somala nel corso della medesima giornata. I due gruppi estremisti convivono non senza conflitti nel Paese. Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Il gruppo è stato fortemente indebolito e eliminato dalla capitale del Paese nel 2011, ma continua ad essere presente nel Sud e in alcune zone centrali della Somalia. 

In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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