Tensioni commerciali Cina-USA, Pechino annuncia: “non cederemo a nessuna pressione”

Pubblicato il 9 maggio 2019 alle 15:51 in Cina USA e Canada

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La Cina ha respinto le accuse degli Stati Uniti di aver fatto un passo indietro nei negoziati e ha avvertito che non “cederanno a nessuna pressione” da parte di Washington. 

“La Cina non cederà a nessuna pressione, abbiamo la determinazione e la capacità di difendere i nostri interessi”, ha dichiarato il portavoce del ministro del Commercio cinese Gao Feng, avvertendo che “si è già preparato per tutte le possibili situazioni”. Gli Stati Uniti hanno aumentato la tensione nella guerra commerciale tra Pechino e Washington, annunciando che  porteranno le tariffe americane sui prodotti cinesi a raggiungere il valore di 200 miliardi entro venerdì 10 maggio. Pechino ha risposto dichiarando che prenderà tutte le “contromisure necessarie”, se questo dovesse succedere. I commenti di Gao arrivano il 9 aprile, giorno in cui era previsto che una delegazione cinese si recasse a Washington per due giorni di colloqui con le autorità americane. Tali incontri hanno lo scopo di raggiungere un accordo commerciale per mettere fine alla guerra protezionistica tra le due potenze commerciali. L’intesa sembra, però, sempre più lontana, se si considera il clima tra i Paesi. Mercoledì 8 maggio, in una manifestazione in Florida, Trump ha dichiarato che Pechino pagherà se non si raggiungesse un accordo. “Ho appena annunciato che aumenteremo le tariffe sulla Cina e non ci tireremo indietro finché la Cina non smetterà di imbrogliare i nostri lavoratori e di rubare i nostri posti di lavoro, e questo è ciò che accadrà, altrimenti non faremo affari con loro”, ha dichiarato il presidente americano. “Non rispettano l’accordo”, ha poi riferito, aggiungendo: “Non possono farlo, quindi pagheranno”. 

“I commenti di Trump hanno innescato una reazione nei mercati asiatici ed europei. I negoziati commerciali sono un processo lungo ed è normale avere disaccordi”, ha dichiarato Gao, il 9 maggio, moderando i toni dello scontro. Il portavoce del ministro del Commercio ha poi aggiunto che la Cina è disposta a continuare i colloqui con gli Stati Uniti e che Pechino desidera risolvere la disputa commerciale in atto. La prospettiva di un inasprimento della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina aveva fatto crollare i mercati finanziari globali, lunedì 6 maggio. Le azioni cinesi sono scese di oltre il 6% prima di recuperare un modesto ammontare, mentre il mercato azionario di Hong Kong è sceso del 2,9%. Anche i principali mercati europei hanno iniziato la giornata in ribasso. Francoforte ha perso l’1,94%, Parigi l’1,77% e Madrid l’1,6%. Milano è stata la peggiore borsa europea, che ha aperto in calo di oltre il 2%, scendendo ulteriormente durante la mattinata fino a perdere il 2,31%. 

Un inasprimento della guerra con gli USA potrebbe ridurre il tasso di crescita economica della Cina di un valore compreso tra 1,6 e i 2 punti percentuali nei prossimi 12 mesi, secondo quanto riferisce il New York Times. Sarebbe una diminuzione considerevole: l’anno scorso l’economia cinese è cresciuta del 6,6%, secondo i dati ufficiali, e il governo ha fissato l’obiettivo ufficiale tra il 6 e il 6,5% per quest’anno. Va sottolineato che, nel complesso, i media cinesi sono stati estremamente silenziosi sul tema della guerra commerciale, nonostante numerosi grafici che mostravano il crollo del mercato azionario cinese con riferimenti velati a Trump abbiano riempito i social media di tutta la Cina, nelle ultime settimane. Il presidente cinese deve far fronte alle minacce americane e rischia di indebolire la propria posizione se dovesse totalmente arrendersi, specialmente nell’ambito dell’high-tech, molto caro alla popolazione e alle aziende del Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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