Putin celebra il 9 maggio: “Giorno della Vittoria unisce tutti i russi”

Pubblicato il 9 maggio 2019 alle 16:45 in Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Con la tradizionale parata in Piazza Rossa a Mosca, la Russia ha celebrato il Giorno della Vittoria, che ricorda la resa della Germania nazista l’8 maggio 1945. La festa si celebra giorno 9 perché, quando la Germania si arrese, a Mosca era già passata la mezzanotte.

Il presidente della Federazione, Vladimir Putin, ha rivolto un discorso ai veterani, ai soldati che hanno preso parte alla parata militare e alla nazione intera, in quella che è la celebrazione civile più sentita nel paese, che nella seconda guerra mondiale subì 27 milioni di morti. Alla parata, contrariamente al solito non hanno assistito ospiti stranieri, ad eccezione di Nursultan Nazarbaev, sul podio con Putin erano presenti il premier Dmitrij Medvedev e il primo presidente del Kazakistan.

Rivolgendosi ai veterani, ai militari e “al popolo di tutta la Russia”, Putin ha esordito: “Mi congratulo con voi per il Giorno della Vittoria, il giorno del nostro orgoglio e del nostro dolore, la nostra infinita gratitudine per i difensori della Patria, che sconfissero il nazismo. Oggi tutti loro sono sul podio della grande vittoria. Per la patria lottarono e lavorarono, percorsero un sentiero sacrificale di prove inumane, rimasero in piedi come inflessibili fortezze nel fervore della battaglia. Tutti resistettero, diedero tutto ciò che potevano, e conseguirono, e ottennero la Vittoria!”

“Ogni anno – ha continuato il presidente rivendicando il ruolo dell’Unione Sovietica nella sconfitta del nazismo – sentiamo sempre più calorosamente il potere morale di questa impresa senza precedenti, siamo consapevoli del valore duraturo del trionfo militare del nostro popolo. Fu proprio il nostro popolo che difese, salvò la Patria, divenne una speranza, un baluardo per tutta l’umanità, il principale liberatore dei popoli d’Europa”.

In un riferimento alla storia russa, Putin ha dichiarato: “Ci sono molti successi eroici nella storia del nostro paese, ma la vittoria sul nazismo, il punizione ai nazisti per tutte le loro atrocità, l’essersi proclamati “razza superiore” e aver iniziato una terribile guerra, ha un posto speciale. Molti stati furono sottomessi da questa forza bruta e l’impunità oscurò gli occhi dei nazisti. Pensarono che sarebbero stati in grado, in poche settimane, di piegare al loro volere anche l’Unione Sovietica, la Russia millenaria. Non ci sono riusciti!”

“Dopo la perfida invasione del nemico del nostro territorio, è vero, ci sono state sconfitte, ritirate e perdite pesanti, ma questo non ha piegato la Russia. All’inizio del luglio del 1941, più di cinque milioni di soldati erano entrati in servizio, decine di migliaia di volontari erano entrati nelle milizie. Sotto una pioggia di fuoco da ovest, furono trasferite a est centinaia di grandi fabbriche e, in tempi record, la produzione fu ristabilita nella regione degli Urali, nella regione del Volga e in Siberia” – ha continuato Putin ricordando l’impresa di trasferire tutta la produzione industriale sovietica, concentrata nella Russia europea, nella parte asiatica del paese. 

Putin ha sottolineato l’importanza dello sforzo di tutti i sovietici: “La vittoria è stata forgiata da tutte le persone. Uno dei primi vili, e improvvisi attacchi degli invasori prese la guarnigione della Fortezza di Brest. Combatterono fino all’ultimo, sulle mura della cittadella lasciarono un iscrizione, che ancora oggi lascia senza parole. Ci suona come un giuramento e come un ordine: Io muoio, ma non mi arrendo”. 

“Le imprese dei soldati russi oggi ci dicono che questo ordine non è stato dimenticato – ha continuato il leader del Cremlino rivolgendosi ai soldati della Russia moderna e paragonandoli ai difensori di Mosca e Stalingrado- Questo giuramento è stato adottato dall’attuale generazione di difensori della Patria ed è la principale garanzia di assoluta affidabilità e invincibilità delle armi russe. Questo è esattamente il modo in cui milioni di persone pensavano e agivano negli anni della Grande Guerra Patriottica , combattendo per la loro Patria nelle battaglie decisive vicino a Mosca e a Stalingrado, sull’arco di Kursk e sul Dnepr”.

“La vittoria è stata ottenuta grazie al coraggio dei difensori delle antiche capitali russe, Kiev e Velikij Novgorod, all’impavidità dei difensori di Smolensk, Odessa, Sebastopoli, alla sconfinata resilienza degli abitanti assediati di Leningrado” – ha affermato Putin ricordando al contempo le città non più russe dell’ex URSS, ma anche la fascia di popolazione maggiormente onorata tanto ai tempi dell’URSS quanto nella Russia contemporanea: gli assediati di Leningrado. 

“Ad ogni testa di ponte, ad ogni fronte, si compivano prodezze di tremenda forza d’animo, e spesso da giovanissimi: tra coloro che furono insigniti del titolo di Eroe dell’Unione Sovietica, più della metà erano combattenti sotto i 25 anni. Molti andarono al fronte direttamente da scuola e per sempre sono rimasti lì, in prima linea, non hanno riconosciuto la felicità dell’amore, della famiglia e della nascita dei bambini  – ha sottolineato Putin ricordando i caduti, 27 milioni di persone, di cui 20 milioni di uomini hanno creato un gap tra la popolazione maschile e quella femminile che fa ancora sentire le sue conseguenze demografiche e sociali nella Russia di oggi – I soldati del loro paese non risparmiarono le loro vite per il bene della propria libertà, per il bene di un futuro di pace, per il bene di ognuno di noi. Non dimenticheremo mai il loro coraggio e sacrificio, il prezzo esorbitante con cui è stata pagata la Vittoria. Ci inchiniamo davanti al ricordo di figli, figlie, padri, madri, nonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, commilitoni, parenti, amici. Ci rattristiamo per i veterani che non sono più con noi”.

Passando all’attualità Putin ha affermato: “Le lezioni di questa guerra passata sono ancora attuali. Abbiamo fatto e faremo tutto il necessario per garantire un’alta prontezza al combattimento delle nostre forze armate, e rafforzeremo ulteriormente il prestigio del servizio militare, l’autorità di soldati e ufficiali, difensori della Patria. Insieme a loro la Russia è aperta alla cooperazione con coloro che sono pronti a contrastare il terrorismo, il neonazismo e ogni forma di estremismo. La resistenza collettiva alle idee mortali ha di nuovo un significato cruciale”.

“Chiediamo a tutti i paesi di realizzare la nostra responsabilità condivisa per la creazione di un sistema di sicurezza efficace e uguale per tutti – ha dichiarato Putin rivolto alla scena internazionale – Il nostro popolo sa cos’è la guerra. In ogni famiglia ha portato dolori e sofferenze incalcolabili. Non abbiamo dimenticato nulla, tutti ricordiamo e onoriamo devotamente il valore dei soldati della Vittoria. È in loro onore che si svolgono le nostre parate militari, il rimbombo dei saluti e le colonne del reggimento immortale”.

“Il Giorno della Vittoria unisce sempre, riavvicina tutte le generazioni, apre i cuori l’uno verso l’altro. Oggi non nascondiamo le nostre emozioni e questi sentimenti sinceri uniscono tutta la Russia. Siamo orgogliosi della nostra solidarietà, siamo contenti che i nostri figli e nipoti siano con noi, che possiamo dare loro un ricordo sacro delle realizzazioni eroiche dei nostri padri e nonni e per essere sicuri che la loro impresa, le loro vittorie vivranno per sempre. Gloria al popolo vittorioso!” – ha concluso Vladimir Putin.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.