L’Unione Europea rifiuta l’ultimatum dell’Iran

Pubblicato il 9 maggio 2019 alle 16:54 in Europa Iran

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I rappresentanti dell’Unione Europea hanno dichiarato che non accetteranno nessun “ultimatum” e hanno chiesto a Teheran di continuare a rispettare l’accordo sul nucleare del 2015. 

In un comunicato congiunto, l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione e i ministri degli Esteri di Parigi, Londra e Berlino hanno fatto appello all’Iran e hanno chiesto che rispetti i termini dell’accordo sul nucleare. Questi hanno, allo stesso modo, rinnovato la loro condanna alle sanzioni americane, reintrodotte dall’amministrazione dell’attuale presidente americano, Donald Trump. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. L’8 maggio 2018, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato il ritiro unilaterale americano dall’accordo, che ha definito “la peggior intesa che Washington abbia mai stipulato”.  

I Paesi europei si trovano da quel momento in mezzo alle contese tra Teheran e Washington. “Esortiamo caldamente l’Iran a continuare rispettare integralmente gli impegni assunti nell’ambito del JCPOA, come ha fatto fino ad ora e ad astenersi da qualsiasi misura provocatoria”, si legge nella dichiarazione congiunta europea. “Rifiutiamo qualsiasi ultimatum e valuteremo il rispetto del patto da parte dell’Iran sulla base dei suoi comportamenti rispetto agli impegni assunti sul nucleare nell’ambito del JCPOA”. Mercoledì 8 maggio, Teheran aveva annunciato che riprenderà l’arricchimento dell’uranio se le potenze mondiali non manterranno le loro promesse. Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha specificato che i restanti firmatari dell’intesa, Regno Unito, Francia, Germania, Cina e Russia, hanno 60 giorni per attuare misure a protezione del settore petrolifero e bancario dell’Iran dalle sanzioni statunitensi. In risposta, il 9 maggio, Trump ha lanciato nuove dure sanzioni contro Teheran nei settori dell’acciaio, dell’alluminio, del rame e del ferro. Nella sua dichiarazione, l’UE ha affermato che continua a sostenere che Washington dovrebbe fermare questa politica punitiva, nell’interesse del “popolo iraniano”. I ministri europei hanno dichiarato: “Condanniamo la re-imposizione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti in seguito al loro ritiro dal JCPOA”. Gli europei hanno istituito un complicato sistema per tentare di aggirare le sanzioni, evitando le transazioni finanziarie dirette con l’Iran. Tale meccanismo, denominato INSTEX, non è ancora operativo poiché l’Iran non è ancora riuscito a completare una serie di passaggi necessari al suo funzionamento. Il blocco ha, quindi, dichiarato che intende portare avanti “l’operatività dell’INSTEX”. 

Nel frattempo, Russia e Cina hanno accusato gli Stati Uniti di aver costretto l’Iran a tale mossa. Lo stesso ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha insistito sul fatto che la decisione dell’Iran è stata provocata dagli Stati Uniti. Zarif ha anche aggiunto che l’Iran manterrà i suoi impegni se i firmatari europei dell’accordo li sosterranno. Da parte sua, la Casa Bianca ha sempre dichiarato che l’obiettivo delle misure restrittive americane è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne e che smetta di esercitare una forte pressione nella regione. Washington vorrebbe costringere la Repubblica Islamica a negoziare un nuovo e migliore accordo che proibisca qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico. L’Iran, in risposta, ha condannato l’atteggiamento americano e ha accusato Trump di fare del “terrorismo economico” e di portare avanti una “guerra psicologica” nei confronti di Teheran. In attesa di una risposta dei Paesi che sono rimasti nell’accordo sul nucleare, la tensione tra Medio Oriente e Stati Uniti continua a crescere. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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