Traditori della patria: deputati dell’opposizione a processo in Venezuela

Pubblicato il 8 maggio 2019 alle 12:38 in America Latina Venezuela

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Il governo chavista di Caracas ha avviato le misure legali per colpire l’opposizione una settimana dopo l’azione che ha portato alla liberazione di Leopoldo López e il fallito tentativo di colpo di stato contro il presidente Maduro. La Corte Suprema (TSJ) del Venezuela il Martedì accusato sei deputati di sette reati connessi alla loro partecipazione alla cosiddetta Operazione Libertà, la serie di manifestazioni e azioni lanciate da Juan Guaidó volte a sloggiare Nicolás Maduro del potere. Tra i deputati accusati Henry Ramos, Luis Florido e Américo De Grazia, che secondo l’accusa del TSJ, annunciata attraverso un comunicato stampa, si troveranno ad affrontare la giustizia penale ordinaria, privandoli della loro immunità parlamentare. Inizialmente la decisione della corte coinvolgeva anche l’ex deputato o Andrés Velásquez, anche se successivamente la corte ha smentito l’implicazione di Velázquez. Poche ore dopo la decisione del TSJ, l’Assemblea nazionale costituente, l’assemblea legislativa fedele al presidente Maduro, ha privato gli imputati dell’immunità parlamentare.

La corte attribuisce a queste ai deputati dell’opposizione “il compimento di crimini comuni in flagrante”. Si tratta di “tradimento, cospirazione, incitamento alla insurrezione, ribellione civile, associazione a delinquere, abuso di potere e incitamento pubblico alla disobbedienza alle leggi e incitamento continuato all’odio.” La decisione arriva dopo che la giustizia ha deciso di procedere la scorsa settimana con gli stessi argomenti contro Edgar Zambrano, vice presidente dell’Assemblea nazionale e stretto collaboratore di Juan Guaidó, e ha ordinato l’arresto di López, che si è rifugiato negli uffici diplomatici spagnoli a Caracas dopo il fallimento della sommossa militare dello scorso 30 aprile.

Contrariamente alla consuetudine, la decisione del TSJ non è stata unanime e non è stata comunicata alla stampa dal presidente della corte, Maikel Moreno. Moreno, infatti, con il ministro della difesa Vladimir Padrino López, il comandante della Guardia presidenziale, Iván Fernández Dala, e il ministro dell’Interno Néstor Reverol, era a conoscenza del piano che ha cercato di provocare una rottura dell’establishment militare ed è stato uno degli attori chiave per trarre in inganno l’opposizione facendo credere che le massime cariche del chavismo erano pronte a rovesciare Nicolás Maduro. Una mossa che gli Stati Uniti attribuiscono ai servizi segreti russi.

La corte ora chiede al procuratore generale, Tarek William Saab, di occuparsi ora di continuare “l’elaborazione del corrispondente procedimento penale”. Momenti di tensione si sono registrati a Caracas tra deputati dell’opposizione e forze della guardia nazionale dopo l’emissione del mandato della Corte suprema.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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