Lavrov: no a soluzione militare in Venezuela

Pubblicato il 8 maggio 2019 alle 6:10 in Russia Venezuela

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“In Venezuela non esiste alcuna possibilità di intervento militare. Dobbiamo escludere questo scenario”, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

“Siamo categoricamente contrari a qualsiasi ostilità che violi il diritto internazionale, in qualsiasi paese. L’uso della forza può essere autorizzato solo dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, o  in risposta all’aggressione contro uno Stato sovrano”, ha osservato il ministro dopo i colloqui con il segretario di Stato americano Mike Pompeo nella città finlandese di Rovaniemi.

La settimana scorsa, l’opposizione venezuelana aveva tentato di realizzare un colpo di stato. Il suo leader, Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim del Paese caraibico, ed i suoi sostenitori si erano radunati a Caracas di fronte alla base militare di Carlota. In precedenza, Guaidó aveva invitato il popolo venezuelano e l’esercito a scendere in strada per completare l’operazione e rovesciare il presidente Nicolás Maduro. Da parte sua, Maduro, così come il ministro della Difesa, il generale Vladimir Padrino, hanno dichiarato la lealtà delle forze armate alle autorità legittime. Successivamente, l’amministrazione presidenziale ha annunciato il fallimento del tentativo di colpo di stato. Maduro ha ordinato l’apertura di un’inchiesta.

Lo scorso 30 aprile, Guaidó aveva annunciato l’inizio della fase finale della cosiddetta “Operazione Libertà”, volta a rovesciare il legittimo presidente del Paese, Nicolás Maduro, servendosi dell’esercito. Il governo statunitense è tra i principali sostenitori del leader dell’opposizione.

Sullo sfondo della dichiarazione di Guaidó, i suoi sostenitori hanno organizzato una rivolta a Caracas nel distretto Chacao. Per disperderli le forze dell’ordine hanno usato i gas lacrimogeni. A seguito degli scontri, secondo gli ultimi dati, 69 persone sono rimaste ferite.

Da gennaio il paese caraibico sta affrontando una grave crisi politica ed economica. Il 5 gennaio, Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Lo scorso 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e il presidente del parlamento, Juan Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Questa azione è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da oltre 50 paesi. Oltre che dalla Russia, che ha inviato nelle settimane scorse alcuni suoi militari a Caracas, Maduro, che rimane attualmente il legittimo presidente costituzionalmente eletto del paese caraibico, è sostenuto da diversi paesi tra cui spiccano Cuba, partner storico di Caracas, Messico, Cina, Turchia e Indonesia.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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