La Francia invia un nuovo carico di materiale bellico in Arabia Saudita

Pubblicato il 8 maggio 2019 alle 18:01 in Arabia Saudita Francia

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La Francia ha confermato, mercoledì 8 maggio, un nuovo invio di materiale bellico in Arabia Saudita, nonostante le accuse della comunità internazionale contro Riad sull’utilizzo di tali armi in Yemen. 

Il ministro della Difesa, Florence Parly, ha dichiarato che una nave da cargo saudita è arrivata l’8 maggio nel porto di Le Havre, in Normandia. Le autorità di Parigi non hanno voluto specificare quali tipi di armamenti sono stati venduti a Riad, ma hanno ripetuto che i materiali bellici francesi vengono utilizzati per scopi unicamente difensivi dall’Arabia Saudita. “Secondo quanto è noto al governo, non ci sono prove che le vittime in Yemen siano il risultato dell’uso di armi francesi”, ha dichiarato Parly. La pressione è aumentata sul governo in tale ambito, dopo che il sito di inchiesta Disclolse ha reso noto un documento militare del mese scorso che riferiva riguardo all’uso di carri armati e artiglieria francese nella guerra contro i ribelli Houthi.

Numerose organizzazioni per la tutela dei diritti umani hanno accusato Parigi di essere complice dei crimini di guerra ai danni dei civili in Yemen, dove circa 10.000 persone sono morte dal 2015 e altri milioni vivono oggi in condizioni estremamente critiche. “Il regime saudita è una delle dittature più brutali al mondo e ha causato una terribile crisi umanitaria in Yemen”, ha dichiarato Andrew Smith, che lavora per una ONG contro la vendita di materiale bellico. “Tale distruzione non sarebbe stata possibile senza la complicità e il sostegno dei governi che gli vendono armi”, ha aggiunto. Nella giornata di martedì 7 maggio, un nutrito gruppo di parlamentari è uscito dall’aula in segno di protesta, dopo che Genevieve Darrieussecq, segretaria di Stato per le forze armate, ha affermato che “non ci sono prove che le nostre armi vengano utilizzate contro la popolazione civile”. La Francia, il terzo maggiore esportatore di armi al mondo, ha resistito alla pressione internazionale per fermare le vendite di materiali bellici ai paesi del Golfo che partecipano alla guerra in Yemen. Su tale argomento Parigi è in netto contrasto con la Germania, che non esporta tali beni in Arabia Saudita a partire da ottobre 2018, in seguito all’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, all’interno del consolato del Regno, ad Istanbul. “La Francia ha interessi strategici in questa parte del mondo”, ha riferito Parly, aggiungendo che le ultime spedizioni rientrano in una “partnership a lungo termine con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti”.

Nonostante il presidente americano, Donald Trump, abbia esortato la comunità internazionale a interrompere la vendita di armi all’Arabia Saudita, ha affermato che gli USA si “auto-punirebbero” se smettessero di venderle a Riad. “Ci sono altre cose molto potenti che possiamo fare e le faremo”, ha assicurato il capo della Casa Bianca. Inoltre, il 16 aprile, Trump ha posto il veto contro una risoluzione del Congresso USA che prevedeva la fine del sostegno americano alla coalizione guidata dai sauditi nella guerra in Yemen. Tale sanguinoso conflitto è scoppiato a marzo del 2015 e vede contrapporsi due fazioni: da una parte, i ribelli sciiti Houthi, supportati dall’Iran, e, dall’altra, le forze governative del presidente Hadi. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita. La coalizione a guida saudita è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. Gli Houthi hanno controllato la capitale del Paese, Sana’a, e le più vaste aree popolate dello Yemen dallo scoppio del conflitto. Le Nazioni Unite riferiscono che il conflitto yemenita rappresenta la peggiore crisi umanitaria del mondo, con 3.3 milioni di sfollati e 24.1 milioni di persone che necessitano di aiuti umanitari. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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