Accordo Uzbekistan-Russia per il nucleare

Pubblicato il 8 maggio 2019 alle 6:30 in Russia Uzbekistan

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Un accordo tra la Russia e l’Uzbekistan è stato siglato per la costruzione della prima centrale nucleare del paese centroasiatico e il sito è stato scelto di comune accordo, ha dichiarato il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov durante una visita ufficiale a Tashkent. La centrale nucleare potrebbe diventare la prima del suo genere in Asia centrale.

“Il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev oggi ha espresso soddisfazione per come è arrivato questo progetto e ha affermato che siamo riusciti a raggiungere un accordo su un sito. Questa è stata una tappa importante in questa operazione” – ha dichiarato Sergej Lavrov all’edizione tagika dell’agenzia di stampa russa Sputnik.

La scelta del sito sembra aver notevolmente accelerato il programma originale, che aveva previsto una decisione definitiva sul luogo solo entro il 2020.

La Russia e l’Uzbekistan hanno raggiunto un accordo sulla centrale nucleare da 11 miliardi  di dollari durante la visita del presidente Vladimir Putin a Tashkent lo scorso ottobre. Durante una cerimonia in occasione di quella visita, Mirziyoyev e Putin hanno premuto un pulsante blu gigante per contrassegnare simbolicamente l’inizio dei lavori di ricerca del sito adeguato.

Mirziyoyev poi, lo scorso febbraio, ha firmato un documento di intenzioni del suo governo per lo sviluppo di un’industria dell’energia nucleare per il 2019-2029. Questa road-map promuove l’energia atomica come fonte di energia pulita ed ecocompatibile per un periodo di almeno 60 anni. L’impianto è anche considerato cruciale per assicurare che l’Uzbekistan raggiunga l’obiettivo di produrre 117 miliardi di chilowattora di elettricità all’anno entro il 2030.

La costruzione di un impianto da 2,4 gigawatt dovrebbe iniziare nella regione centrale di Navoj nel 2022 e sarà finanziata in parte con prestiti preferenziali da parte della Russia. L’inizio della fornitura di energia è programmato per il 2028.

Il progetto è stato anche venduto come la soluzione migliore per la missione dell’Uzbekistan di tenere sotto controllo le sue emissioni di CO2, dato che l’impianto ridurrà le emissioni di anidride carbonica del paese centroasiatico di 14 milioni di tonnellate all’anno, secondo i funzionari locali.

Come Jurabek Mirzamakhmudov, direttore generale dell’agenzia atomica dell’Uzbekistan Uzatom, ha detto a Nuclear Engineering International in un’intervista dettagliata all’inizio di questo mese, l’impulso alla base dello stabilimento Navoj è stato quello di ridurre la dipendenza del gas naturale dal paese, che attualmente rappresenta l’85% della produzione di energia dell’Uzbekistan.

 

L’Uzbekistan ha contattato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) per assistenza nella preparazione delle misure di sicurezza che saranno necessarie per garantire che l’impianto funzioni senza incidenti. Già a febbraio funzionari dell’AIEA hanno visitato il sito di Navoj. 

 

L’accordo per la costruzione di impianti, firmato ad ottobre da Uzatom e Rosatom, prevede inoltre degli sforzi per formare “un’opinione pubblica positiva sull’energia nucleare in Uzbekistan”, il che lascia presupporre il lancio di una campagna volta a convincere l’opinione pubblica del paese centroasiatico della bontà della scelta. 

La Russia ha lanciato negli ultimi mesi una vera e propria campagna di marketing nucleare in Asia Centrale.  Quando, il 3 aprile, il presidente Kassym-Jomart Tokaev, presidente del Kazakistan, si è recato in visita a Mosca, ha ricevuto un’offerta di aiuto da parte di Putin per costruire una centrale nucleare. Un’idea che Tokaev, in vita del voto del 9 giugno, ha lasciato in sospeso, dato il pessimo ricordo lasciato nella popolazione kazaka dai test nucleari che le autorità sovietiche hanno condotto nelle steppe kazake nei pressi di Semipalatinsk dal 1949 al 1989.

Se e quando anche Tokaev dovesse accettare l’agenda nucleare del Cremlino, la Russia sarà in una posizione privilegiata per assumere la guida, come ha fatto in Uzbekistan, rendendo Mosca un efficace garante della sicurezza energetica per una popolazione di oltre 50 milioni di persone.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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