Turchia: Istanbul torna al voto a causa di irregolarità procedurali

Pubblicato il 7 maggio 2019 alle 13:14 in Medio Oriente Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Commissione Elettorale Suprema della Turchia ha deciso che le elezioni amministrative di Istanbul verranno ripetute, a causa di numerose irregolarità procedurali.

Alcuni documenti risultavano non firmati e numerose persone che hanno lavorato alle urne non erano funzionari pubblici. Questi non avrebbero dovuto avere accesso a tali procedure, secondo quanto ha riferito un rappresentante del partito Giustizia e Sviluppo (AK) del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Per le nuove elezioni, le forze politiche in gara possono cambiare i propri candidati solo in caso di dimissioni o decesso di questi ultimi. I funzionari della Commissione Elettorale hanno comunicato che il voto a Istanbul si terrà nuovamente il 23 giugno.

Erdogan ha commentato la decisione sottolineando che si tratta di un passo importante verso il rafforzamento della democrazia in Turchia, poiché il voto di marzo era stato caratterizzato da “corruzione organizzata” e da illegalità diffuse. “Consideriamo questa decisione del Comitato Supremo Elettorale turco, che toglierà le ombre dalle elezioni di Istanbul, un passo importante nel rafforzamento della democrazia”, ha affermato Erdogan, durante un discorso ai parlamentari del Partito AK. Il Ministero degli Esteri del Paese ha sottolineato che la decisione è stata presa sulla base della legge e tutti dovrebbero rispettarla. In una dichiarazione scritta, il Ministero ha aggiunto il Consiglio d’Europa ha affermato di essere “colpito dalla competenza” della Suprema Commissione Elettorale turca. Il partito di Erdogan aveva presentato un appello contro i risultati delle elezioni di Istanbul del 31 marzo, pochi giorni dopo le elezioni. 

Durante le votazioni amministrative di fine marzo, il Partito AK del presidente turco aveva totalizzato oltre il 50% dei voti a livello nazionale, ma aveva anche perso le elezioni per i sindaci delle tre maggiori città del Paese: Istanbul, Ankara e Izmir. “Abbiamo depositato le nostre obiezioni presso le autorità elettorali in tutti i 39 distretti”, aveva dichiarato ai giornalisti Bayram Senocak, esponente della sezione di Istanbul del Partito AK. “Abbiamo identificato irregolarità e falsificazioni”, aveva poi aggiunto. Il presidente Erdogan in persona, in tale occasione, aveva denunciato una differenza “eccessiva” tra i voti espressi nelle urne per il proprio candidato e i dati inviati alle autorità elettorali. 

La competizione ad Istanbul era stata particolarmente serrata. Sia il partito AK, sia il Partito popolare repubblicano (CHP) avevano, infatti, rivendicato la vittoria elettorale, nella giornata del 1 aprile. Yildirim, il candidato dell’AK Party, aveva affermato di aver vinto con circa 4.000 voti di vantaggio. Tuttavia, ha successivamente ammesso di aver ottenuto 25.000 preferenze in meno, rispetto ad Imamoglu, che doveva essere il futuro sindaco del partito CHP. Il candidato che risultava vincente ad Istanbul aveva commentato le accuse di scorrettezze rivolte al suo partito dall’AK. “Se l’altra parte avesse vinto, avrei detto ‘congratulazioni Mr Binali Yildirim’, cosa che non dico perché sono io quello che ha vinto”, aveva dichiarato Imamoglu ai giornalisti. “Si stanno comportando come bambini a cui è stato tolto un giocattolo”, aveva aggiunto.

È importante considerare il significato simbolico di Istanbul per Erdogan e il suo partito. La perdita del controllo su questa città rappresenterebbe un evento particolarmente sofferto dall’AKP. Infatti, l’ascesa al potere di Erdogan è iniziata proprio ad Istanbul, nel 1994, quando l’attuale presidente è stato eletto sindaco della città, vincendo le stesse elezioni amministrative che sono state perse il 31 marzo. Inoltre, Istanbul è una  metropoli di oltre 15 milioni di persone e rappresenta il maggiore centro industriale e commerciale della Turchia. Perderne il controllo priverebbe l’AK Party delle abbondanti risorse economiche che sono state importanti per attuare le politiche necessarie ad espandere la base del partito. In questa città così rilevante, infatti, Erdogan aveva deciso di schierare proprio il suo fedele ex premier, Binali Yildirim, come candidato sindaco.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.