Stime europee di crescita al ribasso: allarme sull’economia italiana

Pubblicato il 7 maggio 2019 alle 16:36 in Europa Italia

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Le ultime previsioni economiche della Commissione Europea hanno stimato al ribasso la crescita della zona Euro. Male l’Italia, il cui rapporto tra debito e PIL raggiungerà livelli record. 

Nella giornata di martedì 7 maggio, Commissione ha rivisto le previsioni di crescita della zona Euro per il 2019. Si prevede che l’Unione monetaria dei 19 Paesi crescerà solo dell’1.2% quest’anno e non del 1.3%, come si era prospettato a febbraio. Tra i fattori esterni più incisivi è importante sottolineare la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che continua ad affossare i mercati finanziari globali. I rischi interni maggiori sono rappresentati dagli indicatori economici italiani, che vedono Roma ultima per quanto riguarda la crescita del PIL (0.1%), seguita dalla Germania (0.5%). Male anche i dati economici relativi agli investimenti italiani con un -0.3% rispetto all’anno precedente e quelli riguardanti l’occupazione, che scende dello 0.1%. L’Italia è l’unico Paese della zona Euro che riporta dati negativi in questi due ambiti. 

“L’economia europea mostra resilienza” ha dichiarato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. “Ma i rischi per il futuro rimangono pronunciati”, ha poi aggiunto. Le istituzioni europee temono particolarmente un’ulteriore escalation dei conflitti commerciali e la debolezza dei mercati emergenti, in particolare per quello che riguarda Cina. L’Unione Europea, nel suo complesso, dovrebbe anche “stare all’erta su una possibile Brexit senza accordo”, ha aggiunto Dombrovskis, riferendosi ai negoziati, ancora in corso, sull’uscita del Regno Unito dall’Unione. La Commissione ha affermato, inoltre, che l’UE, Gran Bretagna inclusa, crescerà dell’1.4%, invece dell’1.5% stimato dalle precedenti previsioni.

La Commissione ha poi lanciato l’allarme sull’eccessivo indebitamento italiano e ha avvertito che il debito pubblico di Roma raggiungerà il livello record del 133,7% rispetto al PIL nel 2019. Tale situazione potrebbe riaprire le accese discussioni che si erano verificate tra Bruxelles e Roma sui piani di spesa del governo italiano, in occasione dell’approvazione della legge di bilancio dell’ultimo anno. L’allerta rimane alta per il futuro, poiché è previsto che il debito italiano cresca ulteriormente nel 2020, fino a raggiungere il 135,2% del PIL, secondo le attuali previsioni. Tali valori ammontano a più del doppio del limite del 60% concesso dall’UE e vanno ben oltre gli impegni italiani assunti a Bruxelles.

Tali notizie arrivano pochi giorni dopo l’annuncio che l’Italia, terza economia dell’area, era riuscita ad uscire dalla recessione, nel primo trimestre del 2019. La crescita è stata stimolata da un forte aumento delle esportazioni all’estero. Tuttavia, era già stato annunciato che il trend positivo sarebbe potuto non durare. “Questo risultato è sicuramente una buona notizia per l’economia italiana, ma le recenti analisi, come gli indicatori di fiducia Istat, suggeriscono che nel secondo trimestre di quest’anno la crescita italiana continuerà a ristagnare” ha dichiarato Nicola Nobile, economista di Oxford, citato dal Financial Times. Nonostante l’espansione, la produzione italiana rimane ancora del 5% al di sotto del suo livello del 2008. La lenta crescita economica del Paese mina le possibilità di ridurre l’ampio rapporto tra debito pubblico e PIL. Tale rapporto è il secondo più grande dell’Unione Europea, dopo la Grecia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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