Sri Lanka: tutti i sospettati degli attentati di Pasqua sono deceduti o in stato di arresto

Pubblicato il 7 maggio 2019 alle 17:19 in Asia Sri Lanka

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Tutti gli individui sospettati di essere direttamente coinvolti negli attentati di Pasqua in Sri Lanka sono deceduti o si trovano in stato di arresto, secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza dell’isola.

Il vice capo della polizia di Colombo ha riferito di aver appreso che 2 dei kamikaze erano esperti di ordigni e ha dichiarato che tutto il materiale esplosivo che non è stato utilizzato si trova sotto sequestro. Durante i terribili attacchi dei militanti jihadisti contro chiese e hotel, che si sono verificati il 21 aprile e che hanno causato la morte di 253 persone, hanno perso la vita anche 8 attentatori. Una nona persona coinvolta si è poi uccisa per evitare la cattura da parte della polizia. A seguito di tali eventi, 73 sospetti sono stati imprigionati durante le indagini e sono state sequestrate alcune scorte di materiale esplosivo, ordigni e centinaia di armi da taglio. Il gruppo che ha effettuato gli attentati è stato trovato in possesso di 140.000 dollari in conti bancari e altri 40 milioni di dollari in beni, che includevano terreni, case, veicoli e gioielli. 

Il Federal Bureau of Investigation (FBI) e l’Interpol stanno supportando lo Sri Lanka nelle indagini e stanno cercando di risalire ai finanziatori e i collegamenti con le reti terroristiche internazionali. Il leader dell’ISIS, Al-Baghdadi, nella sua ultima apparizione, in un video rilasciato il 29 aprile, ha dichiarato che gli attentati di Pasqua sono stati effettuati dallo Stato Islamico e hanno rappresentato una vendetta per l’ultimo assalto contro Baghuz, in Siria, durante il quale l’autoproclamato califfato islamico ha perso la sua ultima roccaforte nel Paese. Tuttavia, il National Thowheeth Jama’ath (NTJ), un’organizzazione che è stata dichiarata illegale in Sri-Lanka, è ritenuto l’attuatore degli attacchi. A due settimane dalle violenze, le forze di sicurezza rimangono in uno stato di massima allerta, dopo che alcuni rapporti dell’intelligence hanno indicato che i militanti jihadisti potrebbero colpire di nuovo. La situazione ha sollevato timori anche per la sicurezza dei musulmani che vivono nel Paese. 

In un primo tentativo di tornare alla normalità, lunedì 6 maggio, le principali scuole statali dello Sri Lanka hanno hanno ripreso le lezioni, che si svolgono sotto stretta sorveglianza. Tuttavia, molti genitori hanno preferito tenere i propri figli a casa, per timore di ulteriori attacchi da parte di militanti islamici. “Ho deciso di non mandare il mio bambino a scuola fino a quando il Paese non tornerà alla normalità”, ha dichiarato Sujeeva Dissanayake, il cui figlio frequenta l’istituto statale Asoka di Colombo. L’arcivescovo della capitale, Malcolm Ranjith, che ha criticato la gestione della sicurezza da parte del governo, ha chiesto che le scuole cattoliche della provincia occidentale, che comprende Colombo e le sue periferie, rimangano chiuse questa settimana. Le scuole musulmane erano rimaste chiuse, in occasione dell’inizio del mese sacro del Ramadan. 

A seguito di una serie di scontri tra civili nella città di Negombo, dove ha avuto luogo uno degli attentati del 21 aprile, le autorità hanno deciso di imporre una serie di limitazioni ai social network nel Paese. Tale decisione è stata presa per limitare la diffusione di notizie false riguardanti le violenze degli ultimi giorni e rappresenta le difficoltà dell’isola a tornare alla vita quotidiana. Il 7 maggio, il comandante dell’esercito, Mahesh Senanayake, ha sollecitato i cittadini a riprendere le normali attività e ha chiesto di fidarsi delle forze di sicurezza. “Chiedo alla gente di non avere inutilmente paura, di non credere alle voci”, ha dichiarato. “Credete nei soldati e nella polizia che hanno sconfitto una delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo”, ha poi aggiunto, riferendosi ai separatisti etnici Tamil, contro i quali le autorità dello Sri Lanka hanno combattuto per 26 anni. Tale conflitto è finito circa 10 anni fa. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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