Spagna: iniziano le consultazioni per la formazione del nuovo governo

Pubblicato il 7 maggio 2019 alle 10:00 in Europa Spagna

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Sono iniziate lunedì 6 maggio, con un vertice tra il presidente del governo in funzione, il socialista Pedro Sánchez, e il leader del Partito Popolare (PP), Pablo Casado, le consultazioni per la formazione del nuovo governo spagnolo. Gli incontri proseguiranno nella giornata di oggi, martedì 7 maggio, con le riunioni del leader socialista con il liberale Albert Rivera e con il leader di Unidas Podemos, Pablo Iglesias.

Sánchez, vincitore delle elezioni con 123 seggi su 350, intende governare in solitario, come è tradizione in Spagna, appoggiandosi “a destra e a sinistra”. Pablo Iglesias propone invece un governo di coalizione tra il Partito Socialista e Unidas Podemos, che necessiterebbe comunque dell’appoggio di almeno 11 deputati di formazioni regionaliste e nazionaliste locali.  

Incontrando il premier alla Moncloa, sede del governo, Casado ha messo in chiaro che il Partito Popolare non prevede né un voto favorevole né l’astensione nel voto di investitura di Sánchez e ha chiesto al leader del Partito Socialista (PSOE) di cercare il sostegno di formazioni “costituzionaliste”, riferendosi, senza menzionarli direttamente, ai liberali di Ciudadanos. Un’eventuale alleanza tra PSOE e Ciudadanos sarebbe l’unica a godere di una maggioranza assoluta. Casado ha esortato Sánchez a non dipendere “dalle formazioni indipendentiste”.

“Esco con una prima impressione: stiamo andando incontro a una legislatura con un governo debole che avrà nel PP per una forte opposizione, forte ma responsabile” – ha detto Casado all’inizio della conferenza stampa dopo la riunione, ricordando che i seggi conquistati dal Partito socialista in questa elezione sono simili a quelli ottenuti dal PP nel dicembre 2015 e in quell’occasione non si formò il governo e fu necessario ripetere le elezioni sei mesi dopo.

Sánchez e Casado hanno comunque trovato un accordo nel mantenere contatti costanti e un dialogo aperto sulla Catalogna.

Casado, che dopo il voto per comuni, regioni e Parlamento europeo del 26 maggio prossimo dovrà affrontare una dura battaglia interna al partito per la dura sconfitta subita lo scorso 28 aprile (17,5% dei voti e 66 seggi, il minimo storico per il partito di centro-destra), intende mantenere per il suo partito la guida dell’opposizione, un ruolo minacciato dall’ascesa di Ciudadanos, che ha ottenuto 210.000 voti e 9 seggi in meno dei popolari. La crescita dei liberali e la crisi del PP potrebbe portare già il 26 maggio al sorpasso, di fatto il 28 aprile il PP ha mantenuto una lieve supremazia sulla formazione guidata da Albert Rivera solo grazie al voto della Galizia, dove ha ottenuto 250.000 voti in più. Di conseguenza, nel resto della Spagna, Ciudadanos ha ottenuto 40.000 voti in più del PP.

Rivera ha negato in numerose occasioni ogni intenzione di allearsi con Sánchez, e già parla di “governo Sánchez-Iglesias”, rivendicando per il suo partito il ruolo guida dell’opposizione e del centro-destra. Una rivendicazione che Casado considera “puerile”, sottolineando che a guidare l’opposizione è “il secondo partito”.

Secondo numerosi politici e analisti, considerato che le Cortes si riuniranno per la prima volta il 21 maggio per eleggere i presidenti delle due camere, per la formazione del governo sarà necessario attendere dopo il voto locale ed europeo. Il leader della sinistra radicale Pablo Iglesias, l’unico che fin da subito si è detto pronto ad una coalizione con Sánchez (opzione però poco gradita al settore moderato del PSOE) ha dichiarato subito dopo il voto che la strada per formare il nuovo esecutivo “sarà lunga”. 

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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