Tunisia: “eliminati” 3 militanti che pianificavano attentati per il Ramadan

Pubblicato il 6 maggio 2019 alle 12:55 in Africa Tunisia

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Le forze di sicurezza tunisine hanno ucciso 3 sospetti militanti appartenenti a un gruppo affiliato allo Stato islamico, domenica 5 maggio. Una dichiarazione del Ministero dell’Interno ha riferito che “3 dei più pericolosi terroristi del gruppo Jund al-Khilafa (Soldati del Califfato) sono stati “eliminati” domenica mattina vicino alla città di Sidi Ali Ben Oun, a 230 chilometri a sud-ovest di Tunisi”. Gli uomini identificati sono: Hatem ben Aid Basdouri, 40 anni, Mohamed ben Ibrahim Basdouri, 35 anni, e Montassar ben Khraief Ghozlani, 31 anni. Le forze di sicurezza hanno altresì sequestrato armi, munizioni ed esplosivi nel corso dell’incursione.

In una precedente dichiarazione, rilasciata sabato 4 maggio, il Ministero aveva comunicato di essere riuscito a “bloccare i progetti terroristici programmati per il mese sacro del Ramadan”, grazie all’arresto di un altro sospetto militante. Le forze di sicurezza tunisine conducono regolarmente operazioni di ricerca e monitoraggio delle aree montuose vicino al confine con l’Algeria per scovare e catturare i jihadisti nordafricani collegati a Isis ed al-Qaeda. A marzo, il Ministero degli interni aveva dichiarato che altri 3 presunti membri di Jund al-Khilafa erano stati uccisi dopo essere stati accusati di coinvolgimento nelle macabre uccisioni di pastori nella regione di Kasserine.

Dalla sua rivoluzione, nel 2011, la Tunisia ha subito numerosi attacchi da parte di estremisti islamici contro le forze di sicurezza e i turisti stranieri. Il Paese si trova in uno Stato di emergenza dal 24 novembre 2015, quando un attentato suicida, compiuto per mano dell’Isis, ha ucciso 12 guardie presidenziali. Da allora, lo Stato di emergenza è stato prolungato diverse volte, di cui l’ultima l’8 aprile 2019. Tale condizione conferisce alle forze di sicurezza poteri eccezionali, come quello di bandire le riunioni, gli scioperi e tutte le altre attività che potrebbero causare disordini. Tra le misure sono incluse alcune direttive che permettono alle forze di sicurezza di prendere il controllo della stampa.

Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel corso dell’anno passato, la minaccia terroristica è rimasta elevata in Tunisia, in quanto al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM), il gruppo di Uqba bin Nafi e l’ISIS hanno continuato a lanciare attacchi contro il personale di sicurezza tunisino. Le forze di sicurezza tunisine, tuttavia, hanno migliorato la loro capacità di prevenire le attività terroristiche. Il governo ha reso l’antiterrorismo una priorità assoluta e la Tunisia ha continuato a cooperare con la comunità internazionale, compresi gli Stati Uniti, per professionalizzare il suo apparato di sicurezza.

Nei primi 4 mesi del 2019 la Tunisia non ha subito alcun attacco terroristico. Nel 2018, invece, il Paese nordafricano è stato teatro di due attentati. Il primo è avvenuto l’8 luglio, nell’area di Ain Sultan, nella provincia di Jenduba, al confine con l’Algeria, dove 6 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi, mentre altri 3 sono stati feriti in un’imboscata. L’azione è stata rivendicata da Okba Ibn Nafaa Brigade (OIB), affiliata ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Si è trattato de primo assalto contro le forze di sicurezza tunisine dal 7-9 marzo 2016, quando un gruppo di militanti dello Stato Islamico tentò di prendere il controllo della città di Ben Guerdane, al confine con la Libia, venendo tuttavia respinto dai soldati tunisini. Negli scontri morirono circa 50 persone.

Il secondo attentato che ha colpito la Tunisia nel 2018, invece, si è verificato il 29 ottobre a Tunisi, dove la 30enne tunisina Mona Guebla si è fatta esplodere presso la via Habib Bourgiba, poco lontano dall’ambasciata francese, ferendo 15 persone, di cui 10 agenti e un civile.

L’attuale legislazione anti-terrorismo è stata adottata nel 2015 per migliorare la difesa dei diritti umani e la lotta contro l’estremismo violento, in linea con la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu 2178, e il regime di sanzioni contro al-Qaeda e l’ISIS. Nel corso degli ultimi anni, la Tunisia ha anche rafforzato il proprio sistema penale, promuovendo nuove leggi per affrontare in maniera più efficace la minaccia posta dalla radicalizzazione. Il Ministero della Difesa (MOD) e il Ministero degli Interni (MOI) sono entrambi impegnati nella difesa del Paese. Mentre il primo guida le forze di sicurezza nelle operazioni militari, soprattutto nei pressi dei confini con l’Algeria e la Libia, il secondo rappresenta l’agenzia nazionale anti-terrorismo, che si dedica soprattutto alla salvaguardia delle aree urbane.

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Chiara Gentili

di Redazione

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