Mosca: intervento USA in Venezuela sarebbe aggresssione diretta

Pubblicato il 6 maggio 2019 alle 16:40 in Russia USA e Canada Venezuela

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Qualsiasi scenario di intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela sarà considerato dalla Russia come un atto di aggressione contro uno Stato sovrano e indipendente, un attacco diretto contro la stessa Federazione, ha dichiarato alla stampa russa il presidente della commissione Esteri del Consiglio della Federazione, il Senato russo, Konstantin Kosachev.

Kosachev ha escluso nuove provocazioni di Washington dopo il fallito golpe di martedì 30 aprile per creare il pretesto per intervenire nel paese, “negli affari di Caracas” – secondo le parole del senatore russo.

“Il riconoscimento da parte di Juan Guaidó, leader dell’opposizione venezuelana, del fallimento dei suoi tentativi di conquistarsi i favori delle forze armate, ribadisce che l’esercito venezuelano è ancora fedele al presidente Nicolás Maduro. Ma i suoi propositi di valutare la proposta degli Stati Uniti riguardo ad un intervento militare elimina definitivamente ogni dubbio su quali interessi segue” – ha detto il senatore commentando l’intervista di Guaidó al Washington Post, in cui il leader dell’opposizione venezualana si dice pronto ad ascoltare le proposte USA di intervento militare nel paese.

Secondo Kosachev, ora il “piano B” di Washington è comprensibile: “non appena il modello Maidan  (proteste civili degenerate in un colpo di stato, dal nome della piazza di Kiev centro delle proteste del 2014) è fallito e la scommessa sul colpo di stato militare non ha dato l’esito sperato, ora l’opzione dell’intervento militare straniero non è escluso”. 

A questo scopo l’influenza politica degli Stati Uniti su diversi altri Paesi “è stata sfruttata” – continua il senatore – per far riconoscere il leader dell’opposizione come “legittimo presidente del Venezuela” da una cinquantina di stati. Il riconoscimento di Guaidó è necessario per l’accettazione formale della legalità dell’intervento, ha sottolineato Kosachev.

Un’altro problema sottolineato da Kosachev è che gli Stati Uniti dovranno poi interpretare “lo sgradevole ruolo di invasore sfacciato e aggressore de facto, non istigatore ed ispiratore come è stato finora”. Pertanto Kosachev ritiene che Washington rifletterà a fondo se usare la forza.

“Il fatto che Guaidó salga al potere grazie alle baionette americane, se anche fosse accettabile almeno da un punto di vista teorico, difficilmente gli garantireebe popolarità e legittimità  all’interno del Paese e nel resto mondo” – ha affermato il senatore.

“Molto probabilmente gli USA avranno bisogno di un pretesto, ovvero di una provocazione seria, come un altro convoglio umanitario fermato alla frontiera venezuelana o qualche fake news sul modello dei caschi bianchi (in Siria) riguardo all’uso di armi illegali da parte delle autorità contro la popolazione civile o cose simili” – ha concluso Kosachev.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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