Guaidó: abbiamo fallito per mancato sostegno dell’esercito

Pubblicato il 6 maggio 2019 alle 9:48 in America Latina Venezuela

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Il leader dell’opposizione e autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidó, in un’intervista concessa al Washington Post, ha ammesso che l’azione militare lanciata il 30 aprile scorso contro Nicolás Maduro è fallita a causa della mancanza di sostegno da parte dell’esercito.

Guaidó dichiara di avere sperato che Maduro si sarebbe dimesso non appena i militari avessero cominciato a passare in massa all’opposizione. Tuttavia, questo non è accaduto. A questo proposito, il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana riconosce che lui e i suoi sostenitori avevano sbagliato i calcoli. “Forse la ragione è che abbiamo ancora bisogno di più soldati da sostenere per proteggere la costituzione” – ha detto Guaidó.

La Forza Armata Nazionale Bolivariana, l’esercito venezuelano, ha ricevuto un appello di Guaidó affinché “si ponesse alla guida” della transizione democratica. Numerosi militari hanno diffuso sui loro account Twitter, Facebook e Instagram l’immagine di come bruciavano l’appello del leader dell’opposizione.

Come già dichiarato in un’intervista al quotidiano spagnolo El País lo scorso marzo, Guaidó ha affermato di essere aperto a una proposta di intervento militare in Venezuela da parte degli Stati Uniti con l’appoggio di altri paesi della regione.

Rispondendo a una domanda su cosa avrebbe detto al responsabile americano della Sicurezza nazionale John Bolton, se lo avesse chiamato e avesse offerto l’intervento militare di Washington, Guaidó ha risposto: “Grazie per questa opzione, apprezzeremo questa proposta e, forse, la considereremo per risolvere questa crisi. Se necessario, la approveremo”.

Il 30 aprile scorso, Juan Guaidó, circondato da persone in uniforme militare, è apparso in un video assieme a Leopoldo López, appena liberato dagli arresti domiciliari, in cui esortavano i militari a ribellarsi e rovesciare il presidente Nicolás Maduro. Gli oppositori dichiaravano che l’esercito si era schierato dalla loro parte e che è giunta “la fase finale dell’Operazione Libertà”. Numerosi sostenitori di Guaidó sono scesi in piazza dando origine a un movimento che ha lasciato supporre, per alcune ore, che fosse in corso un colpo di stato militare contro Nicolás Maduro.Qualche ora dopo la pubblicazione del video messaggio di Guaidò, Maduro ha parlato alla nazione, affermando di aver parlato con tutti i responsabili dell’alto comando militare, che gli hanno mostrato la loro “completa fedeltà” e assicurato che sarebbero “rimasti fedeli al Popolo, alla Costituzione e alla Patria”.

L’intelligence statunitense ritiene che dietro il possibile errore di calcolo dell’opposizione venezuelana vi sia un’operazione dei servizi russi, che avrebbero fatto credere a Guaidó e ai suoi alleati di contare sull’appoggio dell’alto comando militare. Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, uno dei principali alleati di Guaidó nella regione, aveva affermato il giorno dopo il fallito golpe che il leader dell’opposizione venezuelana si era “precipitato”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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