Corea del Nord: test missilistico supervisionato da Kim

Pubblicato il 6 maggio 2019 alle 6:00 in Corea del Nord USA e Canada

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I numerosi “vettori a corto raggio non identificati” lanciati dalla Corea del Nord, sabato 4 maggio, si sono rivelati lanciarazzi, che  Pyongyang ha annunciato di aver lanciato nel quadro di un’esercitazione militare supervisionata dal leader del Paese, Kim Jong Un.

A darne l’annuncio sono stati i media statali della Corea del Nord l’indomani, nella giornata di domenica 5 maggio. Scopo dell’esercitazione era testare la performance di “molteplici lanciarazzi a largo calibro e lunga gittata e armi tattiche teleguidate dalle unità di difesa”, ha rivelato la Korean Central News Agency. Alcune foto divulgate dalla KCNA e analizzate dagli esperti mostrano che potrebbero trattarsi di missili balistici a corto raggio terra-terra. Se da una parte il lancio di un simile vettore corrisponderebbe a una violazione delle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dall’altra non prevedrebbe missili balistici a lunga gittata come quelli coinvolti nelle tensioni con Washington nell’autunno 2017.

Dando l’ordine per avviare i lanci, Kim ha sottolineato la necessità di “aumentare l’abilità di combattimento per difendere la sovranità politica e l’auto sostentamento economico” della Corea del Nord davanti alle minacce e alle invasioni.

Il nuovo missile balistico in questione, secondo quanto affermato da analisti militari, sarebbe a combustibile solido e potrebbe coprire fino a 500 km, potenzialmente in grado di colpire l’intera Penisola Coreana, e neutralizzare l’avanzato sistema di difesa antiaerea statunitense (THAAD) impiegato in Corea del Sud.

L’annuncio ufficiale giunge all’indomani dell’esercitazione, avvenuta sabato 4 maggio. A dare l’annuncio per primo era stato il Comando di Stato maggiore congiunto della Corea del Sud, secondo cui il lancio era partito dalla città costiera orientale di Wonsan intorno alle 9:06 ora locale, ossia le 2:06 italiane, con traiettoria dai 70 ai 200 km in direzione nord-est. In un primo momento, il comunicato militare descriveva un lancio missilistico, ma in un secondo tempo il messaggio è diventato più vago, parlando genericamente di “vettori non identificati”.

In tale occasione, Seoul aveva lanciato un appello a Pyongyang esortando il Paese vicino a “fermare atti che aumentino tensione militare nella Penisola Coreana”. Quanto al presidente americano, Donald Trump, su Twitter si è detto ancora fiducioso, nonostante il test, di riuscire a strappare un accordo sulla denuclearizzazione a Kim, pubblicando il seguente post: “Credo che Kim Jong Un comprenda a pieno l’enorme potenziale economico della Corea del Nord, e non farà nulla per interferire o porvi fine. Sa anche che sono con lui e non vuole mancare di rispetto alla promessa che mi ha fatto. Il patto ci sarà!”.

Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha affermato che si è trattato di missili a corto raggio, e che l’alt ai test si incentra prettamente sui sistemi missilistici intercontinentali, ovvero quelli capaci di porre una minaccia agli Stati uniti. L’amministrazione, ha reso noto Pompeo, intende continuare a lavorare a una risoluzione pacifica per raggiungere lo scopo della denuclearizzazione.

Gli analisti sostengono che, a prescindere dal tipo di vettore utilizzato nel lancio, il tempismo della Corea del Nord rappresenti un messaggio chiaro in seguito al fallimento delle trattative del 27 febbraio ad Hanoi tra il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, e il presidente americano, Donald Trump; tale incontro era volto a trovare soluzioni concrete sulla denuclearizzazione da parte di Kim, e lo sgravio delle sanzioni da parte del leader della Casa Bianca.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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