USA: Trump e Putin discutono accordo nucleare potenzialmente inclusivo di Pechino

Pubblicato il 5 maggio 2019 alle 9:35 in Russia USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha discusso con l’omologo russo, Vladimir Putin, la possibilità di rinnovare un accordo che limiti le armi nucleari e che potrebbe includere anche la Cina, aprendo la strada a un patto tra le tre principali potenze nucleari a livello mondiale. A margine, i due leader hanno parlato del rapporto Mueller, dell’Ucraina, della crisi venezuelana e della Corea del Nord.

Nella giornata di venerdì 3 maggio, nelle note a margine rilasciate ad alcuni giornalisti durante un incontro nell’Ufficio Ovale con Peter Pellegrini, il primo ministro ceco, Trump ha reso noto di aver discusso telefonicamente con Putin, per oltre un’ora, soluzioni per persuadere la Corea del Nord alla denuclearizzazione definitiva, e di aver altresì affrontato i temi del disaccordo politico nell’ambito della crisi venezuelana e dell’Ucraina.

Il New STrategic Arms Reduction Treaty (New START) è l’unico trattato a oggi in vigore sulla riduzione delle armi nucleari tra Stati Uniti e Russia, firmato a Praga l’8 aprile 2010; tale documento scadrà a febbraio 2021, ma può essere rinnovato per altri 5 anni dietro accordo bilaterale. In mancanza di tale estensione, sarebbe difficile, secondo i critici, valutare le intenzioni reciproche in merito alle armi nucleari. Trump ha spiegato che un importante motivo a favore del rinnovo è lo sgravio di esosi oneri economici che sarebbero altrimenti necessari per mantenere operativo un arsenale nucleare di ampie dimensioni. Il leader della Casa Bianca ha poi aggiunto che durante le ultime discussioni con Pechino, la Cina ha manifestato concrete intenzioni in merito alla possibilità di unirsi al New START e limitare il proprio arsenale. “Credo che avvieremo molto presto i lavori con la Russia, probabilmente per cominciare, e penso che la Cina si aggiungerà in corso d’opera. Parleremo di non-proliferazione, di un accordo nucleare in qualche modo, e penso che sarà un accordo molto inclusivo”, ha affermato Trump. Il Cremlino, dal canto suo, ha confermato che le due parti intendono attivare un dialogo in “varie sfere, tra cui la sicurezza strategica”.

In base al trattato New START, Stati Uniti e Russia devono limitare le proprie testate nucleari strategiche a un massimo di 1.550 ciascuna, ossia il numero più basso da decenni; i due Paesi sono altresì tenuti a limitare alcuni vettori, missili di terra e sottomarini e bombardieri strategici con capacità nucleari. È richiesta anche trasparenza reciproca e possibilità di 10 ispezioni nelle rispettive basi militari e nucleari ogni anno, oltre a 48 ore di preavviso prima che nuovi missili lascino le fabbriche, e prima di effettuare lanci di missili balistici. Trump aveva definito il patto, firmato dal predecessore, Barack Obama, “cattivo” per Washington e “sbilanciato”.

Trump e Putin, il cui ultimo incontro informale risaliva a una cena a  Buenos Aires il 1 dicembre scorso, hanno altresì discusso brevemente in merito al rapporto pubblicato dal consigliere speciale americano, Robert Mueller, il quale ha concluso che Trump non avrebbe cospirato con la Russia durante la sua campagna elettorale nel 2016. Il leader della Casa Bianca ha raccontato che Putin è sembrato divertito in merito all’argomento, affermando che ciò che sembrava una montagna in realtà si è rivelato poi essere “un topolino”. Il presidente ha inoltre sottolineato che entrambi già erano sicuri dell’esito dell’indagine.

In merito alla questione venezuelana, cornice che vede gli USA preoccupati riguardo la presenza militare russa nel Paese latinoamericano in un momento in cui Washington desidera che il presidente ormai illegittimo, Nicolas Maduro, si dimetta a favore del leader dell’opposizione, Juan Guaidó, Trump ha spiegato a Putin che gli Stati Uniti sono dalla parte del popolo venezuelano, e ha sottolineato che intende inviare aiuti nel Paese; ad annunciarlo è stata la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. Putin, dal canto suo, ha detto a Trump che ogni interferenza esterna nelle politiche del Venezuela mina l’ipotesi di una soluzione pacifica alla crisi attuale, ha reso noto il Cremlino.

I due capi di Stato hanno affrontato anche il tema dell’Ucraina, e Putin ha spiegato a Trump che, a suo avviso, il nuovo governo ucraino dovrebbe intraprendere misure atte a risolvere la crisi in corso.

Infine, è stato toccato anche l’argomento della Corea del Nord e del disarmo nucleare e missilistico, ampiamente caldeggiato da Trump. Secondo Sanders, il capo di Stato americano ha sottolineato a più riprese, nel corso della telefonata, “il bisogno e l’importanza che la Russia si impegni e continui a esercitare pressioni sulla Corea del Nord” affinché essa smantelli il nucleare.

Il Cremlino ha reso noto che la chiamata di venerdì 3 maggio è stata avviata da Washington, e che i due leader hanno accettato di mantenere i contatti su più livelli, esprimendosi in merito alla natura “costruttiva e professionale” della conversazione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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