Usa: Nuovo rapporto su difesa e sicurezza della Cina

Pubblicato il 5 maggio 2019 alle 10:28 in Asia Cina

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Il Segretario della Difesa degli Stati Uniti ha presentato il nuovo rapporto annuale al Congresso riguardo la situazione militare e di sicurezza in Cina, lo scorso 2 maggio. Il rapporto, come richiesto dall’Atto di Autorizzazione per la Difesa Nazionale per l’anno fiscale 2019, analizza in 120 pagine gli sviluppi in ambito militare e di sicurezza della Repubblica Popolare Cinese tracciandone anche il possibile corso futuro soprattutto riguardo allo sviluppo tecnologico in ambito militare e alla strategia militare guardando a un arco futuro di 20 anni. Oltre alla situazione interna cinese, il rapporto tocca anche le relazioni e la cooperazione Cina-Usa in materia di affari militari e i contatti tra le forze armate dei due Paesi prevedendone anche gli sviluppi futuri.

I leader della Cina hanno vissuto i primi vent’anni del 21esimo secolo come un “periodo di opportunità strategiche” per lo sviluppo interno del Paese e per espandere quello che viene definito “potere nazionale onnicomprensivo”. L’obiettivo della Cina per i prossimi decenni è quello di creare un Paese potente e prospero dotato di un esercito “di prima classe” in grado di assicurare a Pechino il suo ruolo di grande potenza e di farla tornare ad essere l’attore principale sulla scena dell’Indo-Pacifico.

Per realizzare questa visione, il governo cinese ha già messo in atto una serie di misure economiche, di politica estera e in materia di sicurezza che includono 4 aspetti. Il primo è la pianificazione a lungo termine a livello politico centrale con piani di sviluppo come il “Made in China 2025” che si focalizzano sulla necessità di dare un ruolo centrale alle tecnologie prodotte internamente soppiantando quelle di importazione e intendono fornire supporto industriale al progetto di modernizzazione dell’esercito inserendo sul mercato nuove tecnologie dual-use avanzate e Made in China.

Il secondo aspetto è la volontà dei leader di Pechino di allineare lo sviluppo delle tecnologie a uso civile con quelle a uso militare per ottenere maggiori risultati in ambito di innovazione e crescita, sotto l’egida dell’iniziativa nota come “Integrazione Civile-Militare”.  Questa iniziativa si concentra sull’inserimento di tecnologie civili nel mercato della difesa e punta a realizzare modernizzazione dell’hardware, della formazione del personale, degli investimenti, delle infrastrutture e della logistica.

Il terzo aspetto è l’impegno del governo di Xi Jinping per espandere l’influenza economica, diplomatica e militare prima a livello regionale e poi internazionale. Il progetto fiore all’occhiello di tale visione è l’iniziativa Belt and Road lanciata nel 2013 dal Presidente della Cina che porterà, secondo il rapporto Usa, all’apertura di nuove basi militari cinesi all’estero volte a garantire la sicurezza delle rotte interessate dai progetti della Nuova Via della Seta.

Il quarto aspetto include le operazioni di influenza e di condizionamento di stampa, accademici e think tank degli Stati Uniti e degli altri Paesi e delle organizzazioni internazionali affinché il punto di vista cinese sull’iniziativa Belt and Road e sulle rivendicazioni territoriali cinesi sul Mar Cinese Meridionale vengano percepite come legittime.

A livello regionale, la Cina sta cercando di proteggere i suoi obiettivi strategici senza mettere in pericolo la stabilità dell’Estremo Oriente e del Sud-Est Asiatico, fondamentale per lo sviluppo economico della Cina stessa. Ciononostante, Pechino ha continuato durante il 2018 le sue operazioni di militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e posizionato missili da crociera anti-nave e missili terra-aria a lungo raggio nelle sue basi sulle isole Spratly, contraddicendo quanto aveva affermato il presidente Xi Jinping nel 2015, ovvero che la Cina non ha interesse nel “perseguire la militarizzazione” delle isole Spratly. Si tratta di un arcipelago situato nel Mar Cinese Meridionale su cui la Cina porta avanti una rivendicazione territoriale.

In ambito di modernizzazione delle forze armate, la Cina intende creare un esercito in grado di sostenere la sua rinnovata potenza internazionale. La strategia della difesa cinese mira a creare un’Armata Popolare di Liberazione aggiornata e moderna in grado di combattere e vincere eventuali conflitti e di fare da deterrente a possibili avversari e di tutelare gli interessi cinesi anche lontano dalla linea costiera nazionale. Particolare enfasi viene posta sulla modernizzazione della marina cinese perché diventa sempre più importante per la Cina garantirsi la capacità di tutelare le rotte marittime. Altrettanto importanti sono le riforme in ambito di gestione dell’informazione, delle operazioni offensive aeree, di quelle di mobilitazione a lunga distanza e delle operazioni nello spazio e cibernetiche.

Durante il 2018, l’Armata Popolare di Liberazione ha avviato un progetto di formazione dei suoi ufficiali per renderli maggiormente pronti al conflitto e aggiornarne le competenze. Al contempo, è continuata la campagna anti-corruzione voluta dal presidente Xi Jinping anche tra i massimi esponenti dell’esercito, al pari passo con la ristrutturazione interna dei ranghi e dei compartimenti militari.

In merito alla cooperazione tra Cina e Usa in ambito militare, il rapporto del Pentagono afferma che Washington, da una posizione di forza, incoraggia la Cina a cooperare con gli Stati Uniti in materia di sicurezza quando gli interessi dei due Paesi sono allineati. Un rapporto costruttivo e orientato al risultato con la Cina è parte della strategia Usa per la sicurezza nell’Indo-Pacifico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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