Gaza: Hamas lancia 250 razzi contro Israele che risponde con raid aereo, 4 morti

Pubblicato il 5 maggio 2019 alle 17:10 in Israele Palestina

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Alcuni militanti di Hamas hanno lanciato da Gaza circa 250 razzi contro Israele, sabato 4 maggio, azione a cui le forze israeliane hanno risposto con un raid aereo che ha ucciso almeno 4 palestinesi, nel secondo giorno di violenze nella regione.

 Nella giornata di sabato 4 maggio, Israele ha colpito Gaza con raid aerei e fuoco dei carri armati, dopo che i militanti di Hamas hanno lanciato circa 250 razzi verso città e villaggi israeliani. L’esercito di Israele ha reso noto di aver bersagliato lanciarazzi e avamposti del gruppo palestinese. Tra le 4 vittime, 2 erano militanti di Hamas, bersagliati dal bombardamento aereo israeliano, mentre altri 2 erano manifestanti palestinesi che protestavano lungo il confine nella medesima giornata.Il portavoce di Hamas, Abdel-Latif al-Qanoua, ha rilasciato un comunicato in cui avverte che i suoi “continueranno a rispondere ai crimini con l’occupazione, e non permetteranno che sia versato sangue del loro popolo”. Tuttavia, al-Qanoua non ha confermato esplicitamente la responsabilità dei lanci di razzi, uno dei quali è stato invece rivendicato dal Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (FDLP), che ha asserito di aver lanciato razzi in direzione della città israeliana di Ashkelon. Un piccolo gruppo pro-Hamas operativo a Gaza, i cosiddetti Protettori di Al-Aqsa, ha affermato che uno dei suoi uomini è rimasto ucciso nei raid aerei israeliani di sabato. Il ministero della Salute di Gaza ha inoltre reso noto che 4 passanti palestinesi sono rimasti feriti, e il ministero dell’Educazione ha fatto evacuare tutti gli edifici scolastici situati nelle aree prese di mira dai bombardamenti di Israele. Dall’altra parte del confine, le sirene antiaeree hanno messo in guardia i cittadini israeliani, che si sono messi al riparo nei rifugi; non sembra ci siano state vittime a seguito dei razzi. I militanti palestinesi a Gaza hanno pubblicato un comunicato, nella giornata di sabato, in cui spiegano che i razzi sono stati la risposta agli eventi del giorno precedente.

L’escalation aveva avuto inizio venerdì 3 maggio, quando le forze israeliane avevano ucciso 2 militanti di Hamas in alcuni raid aerei contro Gaza e, separatamente, 2 manifestanti palestinesi durante scontri insorti in occasione delle proteste lungo il confine. I raid via cielo erano stati condotti in risposta al fuoco nemico proveniente dalla regione meridionale di Gaza, un’aggressione che aveva causato il ferimento di 2 soldati israeliani. Hamas, il gruppo islamista che controlla l’enclave palestinese, aveva affermato che 2 membri della sua ala armata sono rimasti uccisi, e altri 3 feriti, quando Israele aveva bombardato una delle posizioni del gruppo nell’area centrale di Gaza. Più tardi, nella medesima giornata, 2 palestinesi erano stati uccisi dai proiettili delle forze israeliane durante le proteste settimanali della Marcia del Ritorno lungo il confine. L’esercito israeliano ha reso noto che erano circa 5.200 i manifestanti in protesta alla frontiera nella giornata di venerdì.

Lo scoppio delle nuove tensioni, che ha innescato una convocazione, da parte del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, del consiglio di sicurezza, giunge pochi giorni prima dell’inizio del mese santo del Ramadan e del Giorno dell’Indipendenza celebrato da Israele.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

 

di Redazione

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