Spagna: l’ambasciata a Caracas non diventerà centro di attivismo politico

Pubblicato il 4 maggio 2019 alle 6:10 in Spagna Venezuela

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Il ministro degli Esteri della Spagna, Josep Borrell, ha dichiarato che il governo “porrà un limite” alle attività politiche del leader dell’opposizione venezuelana Leopoldo López, che si trova nella residenza dell’ambasciatore di Spagna in Venezuela.

“La Spagna non permetterà alla sua ambasciata di diventare un centro di attivismo politico” – ha detto Borrell ai giornalisti dal Libano, dove è in visita ufficiale. Borrell ha ricordato che López ha avuto incontri con la stampa giovedì all’ambasciata e ha sottolineato che “d’ora in poi tutto ciò sarà regolamentato”.

Il capo della diplomazia spagnola ha sottolineato che, secondo la legge internazionale, la figura di “ospite o rifugiato” nell’ambasciata  implica “naturalmente” una limitazione della sua attività politica. “Siamo fiduciosi che, in queste condizioni, il Venezuela rispetterà com’è ovvio l’immunità del territorio dell’ambasciata spagnola” – ha aggiunto.

La dichiarazione di Borrell arriva dopo che giovedì 2 maggio l’oppositore si è affacciato alle porte della residenza dell’ambasciatore spagnolo a Caracas per affermare che erano in corso contatti con “molti generali” e che “altri movimenti si produrranno nel settore militare”. López ha approfittato di questa prima apparizione pubblica dopo il 30 aprile, data in cui è stato liberato, per comunicare che quello che è successo martedì scorso “fa parte di un processo”. “La strada è aperta, la fessura che si è aperta il 30 si trasformerà in una crepa che finirà per rompere la diga” – ha detto.

López, che ha mostrato la sua gratitudine per il governo spagnolo e per il premier Pedro Sánchez rimane da martedì 30 aprile come ospite presso la residenza dell’Ambasciatore Jesús Silva, con la moglie, Lilian Tintori e la figlia Federica, di un anno e tre mesi.

Il governo spagnolo ha reso noto in un comunicato che  non intende consegnare l’oppositore venezuelano alla polizia, secondo quanto richiede invece il mandato di cattura emesso dalla Corte Suprema del Venezuela, e ha espresso il suo desiderio di trovare una “soluzione al più presto possibile.”

L’esecutivo di Madrid ha detto che “la Spagna non intende consegnare” il leader dell’opposizione venezuelana, aggiungendo che López, sua moglie, Lilian Tintori, e la figlia di 15 mesi “sono nella residenza dell’ambasciatore di Spagna a Caracas propria volontà “.

La Spagna, aggiunge la nota ufficiale, “confida che le autorità venezuelane rispettino l’inviolabilità della residenza dell’ambasciatore spagnolo”. Il governo spagnolo ha ammesso tuttavia che il mandato di cattura emesso dalla Corte suprema di giustizia del Venezuela “è un atto giudiziario atteso”.

L’ambasciatore di Spagna in Venezuela, Jesús Silva Fernández, riferisce una nota della diplomazia spagnola, “ha incontrato il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, con cui ha avuto occasione per analizzare la situazione”.

“Il governo spagnolo – continua la nota ufficiale – ritiene che le relazioni bilaterali tra i due paesi non saranno influenzate da questa situazione e che si spera che una soluzione possa essere trovata il prima possibile, affermando che nessun caso prevede la consegna di Leopoldo López alle autorità venezuelane o il suo sfratto dalla residenza dell’ambasciatore”.

Il Ministero degli esteri di Madrid ha aggiunto che “il governo spagnolo mantiene aperti i canali di comunicazione con tutte le parti e ribadisce la sua volontà di contribuire in modo costruttivo a una soluzione democratica e pacifica della crisi venezuelana, sostenendo anche gli sforzi del gruppo di contatto internazionale”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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