Libia: 9 soldati uccisi in attacco alle forze di Haftar

Pubblicato il 4 maggio 2019 alle 15:04 in Africa Libia

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9 soldati sono stati uccisi da militanti dell’Isis, sabato 4 maggio, nella città meridionale Sebha, nel corso di un attacco ai danni di un campo di addestramento appartenente alle forze della Libia orientale, fedeli al generale Khalifa Haftar.

A renderlo noto è stato il capo della municipalità locale, Hamed al-Khaiyali, il quale ha riferito che un soldato è stato decapitato, e gli altri 7 “massacrati” o uccisi con proiettili. Una fonte interna all’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Haftar, ha affermato che i responsabili dell’aggressione al campo di addestramento sarebbero alcuni militanti dello Stato Islamico e combattenti ciadiani, termine, quest’ultimo, utilizzato dalle unità dell’LNA per designare gruppi tribali opposti ad Haftar.

La città di Sebha, come gran parte della Libia meridionale e dei giacimenti petroliferi che vi si trovano, è controllata dalle forze dell’Esercito Nazionale Libico. Nel sud del Paese, le forze fedeli a Haftar fanno i conti con una forte opposizione di alcuni gruppi tribali, in particolare l’etnia Tebu, che ha raggiunto il picco delle agitazioni all’inizio del 2019, nel corso della campagna militare dell’LNA verso il sud del Paese. Anche i militanti dell’Isis sono operativi nella Libia meridionale, dove in mesi recenti hanno organizzato vari attacchi e incursioni. I militanti islamisti si sono arroccati nel sud della Libia dopo aver perso la loro roccaforte nella Libia centrale, la città di Sirte, nel dicembre 2016.

Intanto, proseguono i pesanti combattimenti che si sono scatenati nella notte di venerdì 3 maggio nella capitale libica di Tripoli, tra le truppe rivali del comandante Haftar e del premier Fayez al-Serraj, senza tuttavia che nessuna delle due fazioni sia riuscita a guadagnare terreno oltre la linea del fronte. L’offensiva del generale di Tobruk, iniziata il 4 aprile, è ormai entrata nella sua quinta settimana.

Ormai da anni, la Libia versa in una situazione di caos. Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011 dall’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transizione democratica. Ad oggi, esistono ancora due governi, appoggiati da due diversi schieramenti di Paesi. Il primo, guidato dal premier Fayez Serraj, ha sede a Tripoli ed è appoggiato da Onu, Italia, Turchia e Qatar. Il secondo, con sede a Tobruk, è sostenuto da Francia, Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il suo uomo forte è il generale Khalifa Haftar, capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Gli Stati Uniti, che nel corso degli anni passati si erano ufficialmente disimpegnati in Libia, recente temente, hanno assunto una posizione ambigua in Libia. Nonostante le dichiarazioni di appoggio al governo di Tripoli rilasciate dal Dipartimento di Stato, il presidente Donald Trump ha autorizzato l’assalto delle forze di Haftar contro Tripoli, avviato il 4 aprile.

A metà gennaio, l’Esercito Nazionale Libico, sotto la guida di Haftar, ha avviato un’operazione militare per eliminare i terroristi dalle zone centrali e meridionali della Libia, in prossimità della regione del Fezzan, la più selvaggia e a rischio in quanto poco controllata dalle autorità di entrambi i governi. L’obiettivo dell’operazione, ha specificato il portavoce dell’LAN, Ahmed al-Mesmari, è quello di salvaguardare gli abitanti dei territori Sud-occidentali della Libia dalle attività di organizzazioni come l’ISIS, al-Qaeda e anche altri gruppi criminali. L’avanzata di Haftar non si è arrestata una volta conquistati i territori prefissati e diversi giacimenti petroliferi, tra cui quello di Al-Sharara e di El Feel, il 4 aprile, i soldati dell’LNA hanno lanciato un’offensiva contro la capitale, dove ancora oggi sono in corso scontri con le forze fedeli al governo di Serraj. Haftar ha motivato l’assalto alla capitale riferendo che si tratta di un’operazione anti-terrorismo necessaria. Nelle ultime settimane, diversi funzionari del governo di Tripoli hanno affermato la presenza dei militari di Haftar ha attivato alcune cellule dormienti dell’ISIS, che si stanno approfittano dei combattimenti nella capitale per effettuare nuovi attacchi in altre aree.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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