Spagna: gli indipendentisti catalani convinti che Sánchez dovrà negoziare referendum

Pubblicato il 3 maggio 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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Il numero due di Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC), Gabriel Rufián, considera che la vittoria del suo partito in Catalogna il 28 aprile scorso “costringe” il Partito socialista (PSOE) del premier Sánchez a “tornare al tavolo dei negoziati” per discutere della tenuta di un “referendum sull’autodeterminazione” della Catalogna.

“Se il PSOE non lo fa, lo si costringe a farlo, il PSOE è obbligato a tornare al tavolo dei negoziati con il movimento per l’indipendenza” – ha detto il deputato eletto dei Repubblicani catalani in un intervento dinanzi ai giornalisti dopo aver analizzato i risultati con la leadership del partito.

La portavoce di ERC, Marta Vilalta, ha espresso lo stesso concetto: “La palla è nel campo di Pedro Sánchez, che deve ascoltare il messaggio chiaro dei cittadini della Catalogna, non si può ignorare il fatto che un partito separatista ha vinto le elezioni generali in Catalogna per la prima volta, indipendentemente dall’artimetica, nessuno che si consideri un democratico può evitare di prestare attenzione a questo messaggio”.

Rufián ha anche dato voce a Oriol Junqueras, il leader incarcerato per i reati connessi al referendum indipendentista illegale del 1 ottobre 2017, leggendo una valutazione scritta da parte del capolista e presidente di Sinistra Repubblicana di Catalogna, e inviata dal carcere di Soto del Real. Junqueras ha sostenuto che “le elezioni hanno decretato che la Catalogna è repubblicana, gli elettori la hanno colorata di giallo, il colore dell’autodeterminazione e dell’indipendenza”.

Sinistra Repubblicana di Catalogna ha vinto le elezioni generali in Catalogna con oltre un milione di voti, che le sono valsi 15 deputati, tre in più del Partito Socialista Catalano, sezione locale del PSOE, che ha ottenuto il sostegno di quasi 960.000 elettori e sono arrivati secondi. Cataluya en Comú, la lista che fa capo a Podemos nella regione di Barcellona, che aveva vinto le elezioni nel 2016, hanno dovuto accontentarsi del terzo posto dopo aver perso 240.000 voti, che sono valsi sette deputati, cinque in meno rispetto al parlamento uscente.

La grande vittoria per i repubblicani, tuttavia, è stata quella di doppiare in voti e seggi Junts per Catalunya, la formazione dell’ex presidente Carles Puigdemont e dell’attuale presidente catalano Quim Torra. Junts per Catalunya, guidata in queste elezioni da Jordi Sànchez ha ottenuto mezzo milione di voti in meno rispetto a ERC.

Ciudadanos, formazione di centro-destra liberale e unionista, che era stato il partito più votato in occasione delle elezioni regionali del dicembre 2017, è arrivato quinto, conquistando 5 seggi e poco più di 400.000 voti, l’11,3% in leggero aumento rispetto al 2016, ma deludente rispetto al 25,5% delle elezioni autonomiche. Gli ultimi due deputati assegnati dalla Catalogna sono stati conquistati dal Partito Popolare e dalla destra radicale di Vox.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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