Salvini incontra Orban: immigrazione, muri e Europa

Pubblicato il 3 maggio 2019 alle 7:50 in Immigrazione Italia Ungheria

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Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, si è recato a Budapest il 2 maggio per incontrare il primo ministro ungherese, Viktor Orbán. I due leader hanno parlato di immigrazione e dell’inadeguatezza dell’Europa in tale ambito. 

Durante la visita in Ungheria, Salvini si è recato nei pressi della recinzione di acciaio che si trova nel Sud del Paese, al confine con la Serbia. Tale barriera rappresenta il principale simbolo delle politiche anti-immigrazione del Fidesz Party guidato dal premier ungherese. “Felice di incontrare di nuovo il premier Viktor Orban e di vedere dal vivo il sistema di protezione dei confini adottato dal governo ungherese per contrastare l’immigrazione clandestina”, ha scritto Salvini in un post su Twitter, nel pomeriggio del 2 maggio. Durante l’incontro si è parlato di migranti e di come l’Europa, e in particolare il Partito Popolare Europeo (PPE), intende affrontare questo tema. 

Orban ha dichiarato che l’UE ha bisogno di essere governata da leader che si oppongono all’immigrazione clandestina e ha criticato il PPE per non aver appoggiato gli sforzi dei partiti di destra che hanno portato avanti una linea dura in questo ambito. “Decideremo del nostro destino”, ha affermato Orban. “Se il PPE vuole allinearsi con la sinistra europea sarà difficile trovare il nostro posto in quel gruppo”, ha aggiunto. Tuttavia, il premier ungherese non si è pronunciato sulla possibile alleanza europea con la Lega, guidata dal ministro degli Interni italiano. Salvini, da parte sua, ha dichiarato di apprezzare gli “sforzi di Orban per rafforzare tale tema all’interno del PPE nel rispetto della storia, del presente e del futuro dei popoli europei”. “Se alle elezioni vincono Orbàn e la sua visione del PPE, l’alleanza con noi è nelle cose”, ha dichiarato durante l’incontro. 

“Vogliamo un’Europa diversa”, ha affermato Salvini. “Un’Europa che difenda la sicurezza, rilanci il lavoro, la famiglia e l’identità cristiana del nostro continente”, ha aggiunto. Il partito tedesco euroscettico Alternativa per la Germania, in tedesco Alternative für Deutschland (AfD), e i gruppi di destra di Finlandia e Danimarca hanno affermato di appoggiare la proposta del ministro degli Interni italiano per la creazione di un nuovo blocco nazionalista europeo. Orban ha risposto sostenendo che il PPE deve rimanere “aperto alla collaborazione con le destre, come quelle di Salvini”. “Io sono convinto che l’UE ha bisogno di un’alleanza di partiti contro le migrazioni”, ha dichiarato il premier ungherese. La reazione della cancelliera tedesca, Angela Merkel, non è stata altrettanto conciliante. “Nessuna cooperazione tra il PPE e i partiti della destra populista dopo le elezioni europee”, ha affermato la Merkel dal Niger, dove si trova in visita ufficiale. La cancelliera ha sottolineato le posizioni anti-europee e anti-semite del Fidesz Party di Orban e ha ribadito che il dialogo con queste forze politiche è fuori discussione. “Non ci sarà nessuna cooperazione con i partiti di destra populista dopo il voto europeo”, ha affermato.

Il PPE, composto dai principali partiti di centro-destra di tutta Europa, è il gruppo più rappresentato all’interno del Parlamento europeo. Secondo i sondaggi, il grande partito delle destre dovrebbe mantenere la maggioranza dopo le elezioni, che si terranno tra il 23 e il 26 maggio in tutta l’Unione. Una tale vittoria risulterebbe in una posizione forte del PPE nella scelta del successore di Jean- Claude Juncker come presidente della Commissione europea. Tuttavia, il Fidesz Party di Orban è stato sospeso dal Partito Popolare Europeo a causa di alcune violazioni dei principi fondamentali su cui si fonda il progetto europeo. Secondo gli altri partiti di destra dell’Unione, il governo ungherese ha portato avanti politiche che minano lo stato di diritto, la libertà di stampa e i diritti delle minoranze. Il premier ungherese ha negato le accuse e ha dichiarato di voler rimanere nel PPE. Se questo non dovesse essere possibile, si aprirebbero nuovi scenari che vedono una possibile alleanza dei partiti di destra che vogliono convergere in un blocco nazionalista europeo. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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