Estonia: l’estrema destra nel governo

Pubblicato il 3 maggio 2019 alle 8:01 in Europa Repubbliche Baltiche

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L’estrema destra è entrata nel governo dell’Estonia e la polarizzazione del clima politico nel paese baltico si è resa evidente sin dalla cerimonia di giuramento. Il primo ministro, Juri Ratas, del Partito di centro, ha perso le elezioni ma è riuscito a rimanere al potere riunendo nello stesso governo i conservatori della Pro Patria (Isamaa) e dell’estrema destra del Partito conservatore popolare (EKRE).

Il nuovo governo estone, che include l’estrema destra per la prima volta, è entrato in carica all’inizio di questa settimana con una cerimonia che i media locali hanno definito “alquanto imbarazzante”. Il capo del partito, Mart Helme, e suo figlio Martin (anch’egli membro del governo) hanno fatto gesti razzisti di “potere bianco” – il famoso “ok” rovesciato- nel loro giuramento come ministri.

Il momento di maggiore imbarazzo, tuttavia, è arrivato martedì 30 aprile, quando Marti Kuusik, che il giorno prima aveva ricevuto il portafoglio del Ministro del commercio estero, si è dovuto dimettere perché era stato indagato per violenza di genere. Le accuse erano note da giorni grazie ai media locali. Infatti, all’insediamento di Kuusik lunedì 29 aprile, la presidente estone Kersti Kaljulaid ha lasciato la stanza quando il ministro ha fatto il suo giuramento, costringendolo a giurare dinanzi a una sedia vuota.

Il programma della coalizione, di 36 pagine, riflette alcune delle rigide politiche contro l’immigrazione del partito conservatore popolare e l’impegno congiunto dei tre partner che l’Estonia non accetterà alcun rifugiato come parte del sistema di quote all’interno dell’Unione europea. Alcuni giornalisti estoni hanno espresso preoccupazione per il fatto che l’estrema destra trarrà vantaggio dalla posizione di potere per reprimere i media e la libertà di stampa. Il clima politico è diventato teso a tal punto che nella cerimonia del giuramento la presidente Kaljulaid indossava una felpa che diceva “libertà di espressione” in estone.

I nuovi partner governativi del primo ministro estone sono noti razzisti. Sulla stampa girano da giorni commenti fatti da Martin Helme nel 2013: “Se sei nero, torna da dove vieni” e “Voglio che l’Estonia sia un paese bianco”.

Il Partito riformatore di Kaya Kallas, di centro destra e proeuropeo, che ha vinto le elezioni legislative dello scorso 3 marzo, non è riuscito a formare un governo nonostante quasi un mese di trattative, lasciando il compito a Ratas, che è riuscito a coinvolgere nel governo l’estrema destra. La coalizione di governo potrà contare su 56 dei 101 seggi del parlamento estone, il Riigikogu, e ciascun partito della maggioranza avrà cinque ministri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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