Brexit: gli elettori britannici voltano le spalle a Theresa May

Pubblicato il 3 maggio 2019 alle 17:34 in Europa UK

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Le elezioni locali in Gran Bretagna mostrano la sfiducia dei cittadini nei confronti del partito conservatore di Theresa May, a causa del clima di incertezza riguardante la Brexit. I liberal-democratici europeisti, invece, guadagnano consensi.

I risultati delle elezioni locali, che si sono svolte giovedì 2 maggio, mostrano importanti dati riguardanti le divisioni causate dal processo di uscita dall’Unione Europea del Regno Unito. I due grandi partiti, quello conservatore e laburista, hanno subito gravi perdite a causa della situazione di stallo relativa alla Brexit. Tale sfiducia viene mostrata anche in occasioni pubbliche. Durante un incontro dei conservatori, in Galles, il primo ministro inglese, Theresa May, ha tenuto un discorso che è stato brutalmente interrotto. “Perché non ti dimetti?”, le ha urlato una persona dal pubblico. Secondo quanto riferito dagli scrutatori, molte delle schede elettorali sono state annullate e le persone si sono rifiutate di votare per uno dei due partiti. Il partito conservatore ha perso 551 consiglieri comunali, rispetto alle precedenti elezioni, e quello laburista 73, secondo quanto riferisce la BBC.

Senza dubbio, hanno beneficiato di questo trend i liberal-democratici europeisti, che finora hanno conquistato ben 354 consiglieri. Il partito ha dichiarato che spera di migliorare questa performance alle elezioni del Parlamento europeo, previste per il 23 maggio. Tali risultati, secondo i rappresentati del partito pro Europa, mostrano chiaramente che esiste la necessità di effettuare un secondo referendum sulla Brexit. Anche le formazioni politiche più piccole hanno guadagnato durante le elezioni locali, che vengono spesso utilizzate per esprimere un voto di protesta contro il partito al governo. I Verdi, che sostengono a loro volta la necessità di un secondo referendum, hanno ottenuto 68 seggi, secondo i risultati parziali. Infine, i candidati indipendenti hanno vinto 251 seggi.

Le possibilità di un secondo referendum sulla Brexit sono aumentate a seguito della decisione del Consiglio Europeo di garantire altri 6 mesi a Londra per organizzare l’uscita dall’Unione. La Gran Bretagna avrà tempo fino al 31 ottobre, per prendere una decisione definitiva. Tuttavia, il rinvio della Brexit potrebbe mettere in dubbio l’intero processo di uscita. Dal punto di vista inglese, il posticipo della scadenza ad ottobre riesce a dare un po’ di respiro al premier britannico, che sta cercando di far approvare al proprio Parlamento nazionale un accordo per l’uscita. Proprio alla luce del recente impasse politico in Gran Bretagna, l’Unione avrebbe preferito un rinvio a lungo termine. Si ritiene, infatti, che il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, abbia proposto un’estensione di un anno, che poteva essere ridotta, in caso il Regno Unito avesse ratificato un accordo, in tempi minori. Questa opzione, chiamata “flextension” (da un’unione delle parole inglesi estensione e flessibilità), è stata esclusa a favore di un compromesso a medio termine. La cancelliera tedesca,  Angela Merkel, ha insistito sul fatto che la Gran Bretagna non sarà cacciata fuori dall’Unione e che un’uscita senza accordo deve essere evitata, finchè possibile. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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