Nuovo ambasciatore USA arriva in Arabia Saudita

Pubblicato il 3 maggio 2019 alle 7:02 in Arabia Saudita USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Arabia Saudita, il generale in pensione John Abizaid, è arrivato a Riad. Erano più di 2 anni che nessuno aveva ricoperto tale carica.  

Washington non ha avuto un ambasciatore a Riyadh da gennaio 2017, un periodo di 27 mesi in cui i legami tra USA e Arabia Saudita sono diventati sempre più complessi, a causa di questioni come l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto nel consolato saudita di Istanbul, in Turchia. A novembre del 2018, la CIA aveva concluso un’indagine il cui risultato indicava che l’omicidio di Khashoggi era stato ordinato dal principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, scoperta che andava in aperta contraddizione con le dichiarazioni di quest’ultimo. Anche la scarsa tutela dei diritti umani nel Regno è stata oggetto di numerose critiche da parte del Congresso statunitense. Tuttavia, il 28 aprile, il presidente americano, Donald Trump, durante un comizio, ha ribadito il suo sostegno alla monarchia saudita, poiché questa rappresenta un importante compratore per le aziende degli Stati Uniti.

Trump, infatti, aveva nominato il nuovo ambasciatore a Riad nel novembre del 2018. La decisione è stata poi approvata con estremo ritardo dal Senato americano, solo nell’aprile del 2019. Abizaid, 68 anni, è un ex generale dell’esercito ed è stato a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti durante la guerra in Iraq. “L’Arabia Saudita e gli Stati Uniti lavorano insieme ogni giorno per proteggere la sicurezza dei nostri due Paesi, per promuovere prosperità e sviluppo economico e per costruire i legami che mantengono forti le nostre relazioni”, ha affermato Abizaid. Molti a Washington hanno chiesto una posizione più dura contro i sauditi su questioni come l’imprigionamento e la presunta tortura di attivisti per i diritti delle donne e i dissidenti. Un altro tema estremamente rilevante nei rapporti tra i due Paesi è la partecipazione degli Stati Uniti alla coalizione a guida saudita impegnata nella sanguinosa guerra in Yemen. 

A tale proposito, il Congresso americano aveva votato a favore della sospensione del supporto militare statunitense nella sanguinosa guerra in Yemen, il 4 aprile. Con 247 voti a favore e 175 contro, la Camera dei rappresentanti aveva approvato la risoluzione che imponeva “di rimuovere le forze armate degli Stati Uniti dalle ostilità in, o che riguardano, la Repubblica dello Yemen”. Il testo era stato approvato dal Senato, il mese precedente. Trump aveva avvertito che la sospensione del supporto americano in Yemen avrebbe danneggiato le relazioni bilaterali nella regione, sopratutto quelle con l’Arabia Saudita. L’approvazione di questa misura al Congresso ha rappresentato una pietra miliare nella storia americana, poiché è stata la prima volta che un provvedimento che invocava la Risoluzione dei poteri di guerra del 1973, ha raggiunto la scrivania del presidente. Tuttavia, con una decisione che è stata formalizzata il 17 aprile, Trump ha posto il veto contro la risoluzione, assicurando così che gli Stati Uniti continueranno a fornire armi e supporto logistico al Regno e ai suoi alleati per portare avanti la guerra in Yemen. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.