Venezuela: i militari manifestano con Maduro

Pubblicato il 2 maggio 2019 alle 14:57 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha guidato giovedì 2 maggio una marcia da Fuerte Tiuna  a Caracas, insieme a 4.500 membri dell’esercito venezuelano e al ministro della Difesa Vladimir Padrino López, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ufficiale AVN. Negli scontri di mercoledì  1 maggio a Caracas almeno una persona è morta e più di 50 sono rimasti feriti, altre 80 persone sono state ferite durante gli scontri nel resto del paese, secondo l’Osservatorio venezuelano sui conflitti sociali. Il morto di mercoledì, di cui non è nota l’identità, è la seconda vittima mortale della nuova ondata di manifestazioni antigovernative seguite alla liberazione del leader dell’opposizione Leopoldo López, in quello che sembrava l’inizio di una sommossa militare contro il governo.

Il leader dell’opposizione Juan Guaidó ha lanciato un appello a “interruzioni scaglionate” dal lavoro da giovedì 2 maggio fino allo sciopero generale. 

Il presidente Maduro ha fatto appello alla Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB), l’esercito del paese, affinché mantenga la coesione e l’unione attorno alla Costituzione venezuelana, la pace e la democrazia. “Dinanzi al mondo la FANB deve dare una lezione storica, dimostrando in questo momento in cui in Venezuela ci sono forze armate coerenti, legali e coese, unite come sempre, intente a sconfiggere i tentativi golpisti che i traditori vendono a Washington. Soldati della patria, io vi chiamo: è arrivato il momento di combattere” – ha dichiarato parlando al termine della marcia. 

I chavisti hanno attribuito la diserzione di alcuni soldati a un imbroglio da parte dei politici di opposizione. Come prova hanno diffuso un video, nei canali governativi, con la testimonianza di diversi soldati che affermano di essere stati ingannati dagli avversari del presidente Maduro. “L’80% di tutto il personale che è andato ad Altamira [dove si è svolta la manifestazione del 30 aprile che avrebbe dovuto dare il via al colpo di stato] è stato ingannato. Fa parte di un formato, un comportamento mitomane, per confondere un gruppo di uomini che stanno solo adempiendo al loro dovere, portare al disastro, provocare caos e morte” – ha dichiarato il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López.

Continuano frattanto le polemiche a livello internazionale sul fallito golpe di martedì 30 aprile. In Spagna il leader della sinistra radicale Pablo Iglesias ha chiesto al governo socialista, con cui è in trattative per formare il nuovo esecutivo, di ammettere che riconoscere Guaidó è stato “un errore”. Una proposta respinta dal ministro degli esteri Josep Borrell. Donald Trump ha ribadito le sue accuse a Cuba, ma si è detto pronto a ridiscutere l’indurimento dell’embargo contro l’isola se le autorità cubane si mostrassero disposte a ritirare le truppe. Cuba nega che vi siano suoi soldati in Venezuela.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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