Secondo giorno di colloqui tra Stati Uniti e talebani a Doha

Pubblicato il 2 maggio 2019 alle 17:21 in Afghanistan USA e Canada

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Continuano i colloqui tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha, in Qatar, dove le parti hanno discusso alcune questioni chiave per il raggiungimento di un accordo di pace duraturo in Afghanistan.

I rappresentanti dei talebani hanno chiesto che venga stabilita una data per il ritiro delle forze straniere dal Paese. Da parte sua, Washington ha chiesto l’assicurazione che il territorio afghano non sarà utilizzato per minacciare le nazioni vicine. Nel frattempo, a Kabul, è in corso una grande assemblea consultiva di quattro giorni, nota come Loya Jirga. Tale incontro rappresenta un tentativo del presidente Ashraf Ghani di influenzare i colloqui di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, ai quali il governo afghano non è considerato il benvenuto da parte del gruppo fondamentalista. Nella tradizione del Paese, la Loya Jirga ha lo scopo di creare consenso tra vari gruppi etnici e fazioni tribali ed è solitamente convocata in circostanze straordinarie.

Il portavoce dei talebani, il mullah Abdul Ghani Baradar ha insistito sul fatto che venga concordata la data in cui sarà effettuato il ritiro “completo” di tutte le forze straniere dall’Afghanistan. “Oggi verranno discussi quattro argomenti, tra cui un cessate il fuoco, i colloqui inter-afghani, un calendario per il ritiro delle forze straniere e l’assicurazione che il suolo dell’Afghanistan non sarà usato come una minaccia contro gli Stati Uniti”, ha riferito Mawlawi Abdul Shakoor Mateen, un ex membro dei talebani. Il ministero degli Affari Esteri di Kabul, da parte sua, ha sottolineato che il ruolo di Washington per il raggiungimento di una pace duratura in Afghanistan è cruciale. Gli Stati Uniti fungono da mediatore, nella speranza di raggiungere un dialogo inter-afghano. “L’unica soluzione al conflitto sono i colloqui diretti tra il governo della Repubblica Islamica dell’Afghanistan e i talebani. Speriamo che l’incontro di Doha apra la strada per questi incontri”, ha riferito un portavoce del Ministero degli Esteri, Sibghatullah Ahmadi.

Tali negoziati risultano particolarmente importanti in questo periodo, caratterizzato da una crescente conflittualità nel Paese. Infatti, solo nella serata di domenica 14 aprile, si sono verificati 2 attacchi separati ai danni di giovani vittime innocenti. L’esplosione di un ordigno ha causato la morte di 7 bambini, nella provincia orientale di Laghman, e un gruppo di uomini armati ha distrutto una scuola femminile, nella provincia occidentale di Farah. Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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