L’Italia esce dalla recessione grazie alla crescita delle esportazioni

Pubblicato il 2 maggio 2019 alle 12:33 in Europa Italia

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L’economia italiana, la terza della zona euro, ha registrato una forte espansione nel primo trimestre del 2019 ed è uscita dalla recessione. La crescita è stata stimolata da un forte aumento delle esportazioni all’estero. 

Il PIL è cresciuto dello 0.2%, superando le aspettative, che si aggiravano intorno allo 0.1%, secondo i dati dell’ISTAT. L’espansione rimane più debole di quella media dell’area euro, che ha registrato un aumento medio dello 0,3%. Tali buone notizie arrivano dopo 2 trimestri consecutivi di contrazione, che indicavano una recessione in atto. Il tasso di crescita del PIL dell’Italia è stato modesto, “ma questo rappresenta un miglioramento sorprendentemente buono dopo due letture negative consecutive”, ha dichiarato Nicola Nobile, economista di Oxford, citato dal Financial Times. Il tasso di disoccupazione dell’Italia è sceso al 10,2% a marzo, il livello più basso dal 2012, secondo dati separati di Eurostat. Tuttavia, il trend positivo potrebbe non durare. “Questo risultato è sicuramente una buona notizia per l’economia italiana, ma le recenti analisi, come gli indicatori di fiducia Istat rilasciati la scorsa settimana, suggeriscono che nel secondo trimestre di quest’anno la crescita italiana continuerà a ristagnare” ha aggiunto Nobile. Nonostante l’espansione, la produzione italiana rimane ancora del 5% al di sotto del suo livello nel 2008. La lenta crescita economica del Paese mina le possibilità di ridurre l’ampio rapporto tra debito pubblico e PIL dell’Italia. Attestandosi al 132%, tale rapporto è il secondo più grande dell’Unione Europea, dopo la Grecia.

L’Italia era stata l’unica nazione europea ad andare in recessione alla fine dello scorso anno. Il ritorno all’espansione economica, nonostante le riserve, ha fatto fare un respiro di sollievo al governo. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a tale proposito, ha dichiarato: “tale dato lascia intravedere che la previsione di crescita annuale (0,2% in termini reali) indicata nel Def può essere raggiunta e anche superata se il contesto internazionale sarà moderatamente favorevole”. “L’Italia è fuori dalla recessione. La stima dell’Istat evidenzia come l’economia italiana abbia quasi integralmente recuperato la caduta del PIL registrata nella seconda metà del 2018”, ha aggiunto. Anche il premier, Giuseppe Conte, si è pronunciato al riguardo, mentre si trovava in visita ufficiale a Tunisi, e ha dichiarato: “L’Italia torna a crescere, il dato Istat sul PIL ci conforta molto su la bontà della manovra e delle misure adottate, tenendo conto del contesto internazionale difficile e con le ultime misure ancora non in vigore. Ci auguriamo nel secondo semestre l’economia possa crescere in maniera sostenuta”. Conte ha aggiunto, tuttavia, che “non è il momento di parlare di riforma fiscale, la vogliamo fare ma nei prossimi mesi abbiamo una manovra da affrontare”. Infine, il premier ha voluto sottolineare che “bisogna evitare l’incremento dell’Iva”.

Anche i vice-premier hanno analizzato il dato economico e ne sono risultati entusiasti. Da parte sua, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha voluto sottolineare che la flat tax è ora necessaria. “I dati positivi sul PIL, sul lavoro e sulla ripresa economica impongono al governo una doverosa e sostanziale riduzione delle tasse. È obbligatorio realizzare al più presto la Flat Tax per imprese, lavoratori e famiglie, come da contratto di governo, senza dubbi o ritardi”. “Flat tax? Io non voglio aumentare l’Iva”, ha replicato Di Maio. “Per me va bene, sono progetti che stavamo portando avanti e che continueremo a portare avanti. Ma sia chiaro che non faremo nulla che preveda un aumento dell’Iva”, ha aggiunto. L’entusiasmo è minore tra gli economisti, che ricordano che il dato è trascinato dall’aumento della domanda estera e non da cambiamenti interni. Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, ha definito la crescita una “ripresina”, ma ha anche riferito: “Visto il dato confermo la previsione di crescita annua allo 0,4% nel 2019, coerente con una crescita trimestrale di +0,2% nel secondo trimestre e +0,3% nel terzo e quarto trimestre”. “La ripresina deriva dalla domanda estera, non interna, e cresciamo sempre la metà dell’area euro”, ha aggiunto.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

 

 

 

 

di Redazione

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