L’india accusa il Pakistan di finanziare il terrorismo

Pubblicato il 2 maggio 2019 alle 16:33 in India Pakistan

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L’India ha accusato il Pakistan di supportare economicamente il terrorismo internazionale e ha dichiarato che prenderà seri provvedimenti al riguardo. 

Il ministro delle Finanze indiano, Arun Jaitley, ha specificato che invierà una richiesta formale al Gruppo di Azione Finanziaria, l’organizzazione internazionale lanciata dal G7 che si occupa di traffici di denaro illegali, per inserire il Pakistan nella lista dei Paesi che finanziano il terrorismo. Islamabad figura già nella “lista grigia”, dove sono elencati gli Stati che effettuano un controllo inadeguato dei flussi di denaro che supportano le attività illecite. Il prossimo incontro dell’organizzazione è previsto proprio nel mese di maggio. Intanto, le Nazioni Unite hanno inserito Masood Azhar, leader di un gruppo armato pakistano, nella lista dei “terroristi globali”. Nuova Delhi ha definito tale mossa come una “grande vittoria diplomatica per l’India”. La Cina, alleata di Islamabad, si è opposta numerose volte a tale decisione. 

Masood Azhar è il leader del gruppo islamista di Jaish-e-Muhammad (JeM), l’organizzazione terroristica che ha rivendicato un attentato suicida avvenuto il 14 febbraio, nella zona del Kashmir controllata dall’India. In tale attacco sono rimaste uccise 44 persone, tra poliziotti e civili. L’assalto è stato effettuato tramite un’autobomba e ha rappresentato il peggiore episodio di terrorismo degli ultimi decenni di ribellione in Kashmir, l’unico Stato a maggioranza musulmana in India. La situazione è poi ulteriormente peggiorata il 26 febbraio, quando l’aviazione di Nuova Delhi ha colpito un campo di addestramento di JeM. Il giorno successivo, Islamabad ha abbattuto 2 jet indiani, catturando un pilota. Il raid indiano contro il campo di addestramento è arrivato a seguito della rivendicazione dell’attacco suicida del 14 febbraio da parte di JeM. Le autorità di Nuova Delhi avevano reso noto che “un numero molto alto” di terroristi erano morti a causa dei bombardamenti del 26 febbraio. In questo modo, hanno sottolineato, era stata impedita la realizzazione di ulteriori attentati imminenti contro l’India.

I contrasti tra i due Paesi in relazione al Kashmir vanno avanti da decenni. Tale regione si trova a cavallo tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 macro aree, oggetto di dispute territoriali. La zona di Jammu e Kashmir, nel centro Sud, è amministrata dall’India; lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, nel Nord, sono sotto la giurisdizione del Pakistan. Infine, la zona Nord-orientale di Aksai Chin è sotto il controllo della Cina. Tale divisione amministrativa, tuttavia, non è riconosciuta formalmente, così che sia l’India, sia il Pakistan, continuano a rivendicare il controllo sulle aree amministrate dall’altro Paese. Queste tensioni hanno causato la guerra indo-pakistana del 1947, che ha portato alla suddivisione degli attuali confini. Da allora, il Pakistan controlla circa un terzo del Kashmir, mentre l’India ne controlla circa metà. Un ulteriore cambiamento è avvenuto nel 1972 alla fine della guerra per l’indipendenza del Bangladesh, precedentemente considerato Pakistan orientale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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