Venezuela: proseguono gli scontri

Pubblicato il 1 maggio 2019 alle 0:21 in America Latina Venezuela

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Scontri tra le forze fedeli a Nicolás Maduro e i seguaci di Juan Guaidó continuano per le strade della capitale venezuelana Caracas, poche ore dopo la liberazione del leader della formazione di opposizione Voluntad Popular, Leopoldo López, agli arresti domiciliari dopo una condanna a oltre 13 anni di carcere. Una mossa che ha dato il via a una sommossa militare e civile contro il governo del presidente Nicolás Maduro.

Nel primo pomeriggio il ministro degli Esteri cileno Roberto Ampuero ha confermato che Leopoldo López si è rifugiato con la sua famiglia presso l’ambasciata cilena a Caracas. Il rilascio dell’oppositore è stato ordinato e personalmente diretto da Guaidó, con il sostegno di alcuni segmenti delle Forze armate. “Il momento è ora” – ha detto il presidente dell’Assemblea Nazionale in un video-messaggio in cui appare accanto a López stesso e circondato da uomini armati in uniforme.

I due leader oppositori sono stati accolti con festeggiamenti dai loro sostenitori, mentre il numero due del chavismo, Diosdado Cabello, convocava i sostenitori di Maduro a una manifestazione presso il palazzo presidenziale.

La risposta di Maduro alla sfida lanciata dall’opposizione è stata immediata: “Ho parlato con i comandanti, che mi hanno mostrato la loro totale lealtà, io faccio appello alla massima mobilitazione popolare per assicurare la vittoria della pace, vinceremo!” – ha scritto su Twitter il presidente, che tuttavia non è apparso davanti alla nazione da quando l’offensiva dell’opposizione è iniziata durante le prime ore del mattino.  Il ministro della Difesa di Maduro, Vladimir Padrino López, ha definito la sommossa un “tentativo di colpo di stato mediocre.” A metà pomeriggio, ora locale a Caracas, il Brasile ha confermato che un gruppo di circa 25 militari venezuelani di basso rango ha richiesto asilo presso l’ambasciata brasiliana a Caracas.

“Le dittature non cadono mai in una notte” – ha dichiarato il ministro degli Esteri della Colombia, Carlos Holmes Trujillo, in una conferenza stampa a Bogotà dopo la riunione in videoconferenza del Gruppo di Lima, che è stata seguita anche da Julio Borges, ex presidente del parlamento venezuelano e rappresentante di Guaidó. “La Colombia vede che cosa sta succedendo in Venezuela come un processo, un processo di creazione delle condizioni per il risultato finale che stiamo cercando: elezioni libere e trasparenti” – ha spiegato Holmes Trujillo. “Quello che sta accadendo oggi è un altro passo in quel processo di creazione di condizioni che prima o poi porteranno alla fine del regime dittatoriale di Maduro” – ha concluso il capo della diplomazia colombiana, che ha riaffermato che la Colombia continuerà a ricevere migranti venezuelani (già oltre 1,2 milioni) con “senso umanitario e gratitudine storica”.

Anche il Brasile, per bocca del ministro della sicurezza Augusto Heleno, ha affermato che la soluzione alla crisi venezuelana “non è vicina” e perché i militari che stanno sostenendo Guaidó sono “essenzialmente di basso rango” e meno di quanto sembrava all’inizio del tentativo di golpe.

Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, ha detto che Nicolás Maduro era disposto ad andare in esilio a Cuba ma che il governo russo lo ha dissuaso dal lasciare il potere. Alti funzionari del chavismo erano favorevoli all’esilio cubando di Maduro, secondo Pompeo. Mosca ha respinto ogni addebito, affermando che i soldati russi di stanza in Venezuela non prenderanno parte ad alcuna azione, pur condannando il colpo di stato in corso.

Secondo Washington soldati cubani stanno prendendo parte alla reazione delle truppe fedeli a Maduro. Donald Trump ha minaccia attraverso Twitter Cuba di sanzioni di altissimo livello se le truppe dell’isola non cessano le operazioni militari “con lo scopo di causare morte e distruzione contro la Costituzione del Venezuela”. “Speriamo che tutti i soldati cubani ritornino nella loro isola in modo rapido e pacifico” – ha scritto il presidente degli Stati Uniti.

Il bilancio provvisorio dei feriti delle manifestazioni in Venezuela è di 69 persone.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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