Parigi: le proteste del primo maggio dei gilet gialli

Pubblicato il 1 maggio 2019 alle 17:04 in Europa Francia

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La polizia francese ha sparato gas lacrimogeni, nel centro di Parigi, per respingere alcuni manifestanti mascherati appartenenti al movimento dei gilet gialli, che si sono riuniti per protestare in occasione del raduno annuale del primo maggio. 

Il movimento, insieme ai sindacati, ha manifestato in tutta la Francia contro alcune misure sulla tassazione proposte, pochi giorni prima, dal presidente francese Emmanuel Macron. La polizia, in tenuta antisommossa, ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di individui incappucciati e mascherati che si erano riuniti nei pressi della tradizionale marcia dei sindacati del primo maggio. Alcune persone, che avevano il capo coperto e indossavano giubbotti gialli, hanno risposto lanciando proiettili contro la polizia. I filmati diffusi dalla televisione francese hanno mostrato un furgone con le finestre fracassate.

La polizia aveva avvertito, martedì 30 aprile, che si sarebbero potuti verificare alcuni scontri nella giornata del primo maggio. Le forze dell’ordine temevano, in modo particolare, i gruppi anarchici di estrema sinistra, noti come Black Blocs. Le autorità attendevano circa 2.000 di questi individui, provenienti dalla Francia e da tutta Europa, per le manifestazioni a margine dei tradizionali raduni sindacali. La polizia ha arrestato 88 persone, per disordini, nella sola mattinata del primo maggio. Le proteste continuano e la tensione, in tutta la Francia, rimane alta. 

Le prime proteste dei gilet gialli sono iniziate il 17 novembre 2018 a Parigi e hanno poi assunto una dimensione nazionale, diffondendosi dalla capitale in tutta la Francia; il movimento ha beneficiato dell’appoggio di molti cittadini. I manifestanti contestano in particolare la politica finanziaria adottata da Macron e il suo nuovo regime fiscale, soprattutto le tasse introdotte nel 2017 su diesel e benzina al fine di incoraggiare l’energia “pulita” e sostenibile a livello ambientale. Durante le manifestazioni sono soliti cantare l’inno nazionale, sfoggiare cartelloni con gli slogan “Macron dimettiti” e “Macron ladro”. Le manifestazioni sono arrivate a bloccare le autostrade di varie città, a dare fuoco a barricate e sbarrare il passaggio alle vetture con convogli di camion.

Le proteste vogliono minare l’autorità di Macron. Da quando questo ha assunto la carica di presidente della Francia, le sue iniziative sono state spesso osteggiate sia dai sindacati sia dai cittadini, che hanno già manifestato in numerose occasioni anche contro le riforme del lavoro e della compagnia ferroviaria nazionale. Gli investitori internazionali, d’altro canto, hanno ampliamento lodato l’attuale amministrazione francese, che ha incoraggiato il mondo dell’imprenditoria. Gli oppositori politici hanno accusato Macron di essere “il presidente dei ricchi” a causa della sua politica fiscale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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