India: attentato mortale contro le forze di polizia

Pubblicato il 1 maggio 2019 alle 18:28 in Asia India

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Un gruppo di presunti militanti maoisti ha ucciso almeno 15 agenti di sicurezza e un civile, in un attacco contro due veicoli, nello stato occidentale del Maharashtra, in India. 

Le forze di polizia hanno riferito che l’assalto è avvenuto il 30 aprile, giorno in cui ricorre l’anniversario della fondazione dello stato indiano. Un agente della polizia del Maharashtra ha dichiarato che i ribelli hanno fatto esplodere alcuni ordigni nella località di Gadchiroli, che si trova nei pressi dell’area a alta concentrazione maoista del Chhattisgarh.”È un attacco ignobile, faremo del nostro meglio perché tali incidenti non si ripetano, i nostri uomini sono presenti sul posto, forniremo maggiori informazioni entro oggi”, ha riferito il poliziotto, chiedendo di rimanere anonimo.

Il ministro dell’Interno dell’India, Rajnath Singh, ha descritto l’attacco come “un atto di vigliaccheria e disperazione”. “Stiamo fornendo tutta l’assistenza necessaria al governo statale”, ha affermato in un post su Twitter. Anche il primo ministro del Paese, Narendra Modi, ha condannato l’attacco, definendolo “spregevole”. I ribelli maoisti, noti come Naxals, avevano già ucciso più di 10 persone, tra cui un politico, nello stato del Chhattisgarh nell’ultimo mese. I naxals effettuano attentati da decenni in tale area, sostenendo che la loro lotta vuole supportare i più poveri e le persone abbandonate dell’India. Le forze di sicurezza di Nuova Delhi hanno ucciso almeno 37 combattenti maoisti in una serie di raid a Gadchiroli, durante il 2018.

Questo ultimo attacco arriva in mezzo alle elezioni generali indiane, che si svolgono in più fasi e che si concluderanno il 19 maggio. Modi, 68 anni, si presenta alle elezioni dopo 5 anni alla guida del Paese. I temi su cui si è basata la sua campagna elettorale sono stati prevalentemente il nazionalismo e l’opposizione alla minoranza musulmana, che costituisce il 13% della popolazione. Gli indù, la base elettorale di Modi, rappresentano invece l’80% del Paese. Molte delle promesse fatte da Modi nel 2014, tra cui la creazione di 10 milioni di posti di lavoro, non sono state mantenute. Tuttavia, il primo ministro non sembra aver perso il sostegno popolare, che chiede un leader forte, sopratutto alla luce dei recenti scontri con il Pakistan.

Il 9 aprile un altro gruppo di ribelli maoisti avevano effettuato un attentato che ha causato la morte di 9 membri delle forze di sicurezza e del deputato appartenente al partito nazionalista indù del premier Modi. Un altro episodio di violenza si è verificato nel Sud del Paese, nello stato di Andhra Pradesh, dove un sostenitore del partito Telugu Desam è morto a seguito di uno scontro avvenuto fuori da una cabina elettorale. Infine, anche la regione contesa del Kashmir, a maggioranza musulmana, sta vivendo una fase di instabilità. Almeno 2 persone sono morte, sempre il 9 aprile, nell’area amministrata dall’India, portando le autorità ad aumentare le misure di sicurezza in vista delle elezioni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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