Honduras: scontri e proteste contro il presidente Hernández

Pubblicato il 1 maggio 2019 alle 6:10 in America Latina America centrale e Caraibi

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La capitale dell’Honduras, Tegucigalpa, ha vissuto il lunedì 29 aprile una giornata di violentissimi scontri tra polizia e manifestanti durante le proteste contro le riforme dell’istruzione e del sistema sanitario promosse dal presidente Juan Orlando Hernández. Ci sono dozzine di feriti, sei detenuti, numerosi danni materiali e almeno quattro edifici bruciati, uno dei quali è l’ufficio del sindaco della capitale.

Il centro della capitale honduregna è diventato un campo di battaglia, secondo i corrispondenti della stampa latinoamericana. La polizia antisommossa ha sparato lacrimogeni e acqua a pressione per impedire l’avanzata della marcia di protesta contro le politiche del presidente. Nel frattempo, manifestanti incappucciati hanno lanciato pietre, bastoni e bottiglie molotov e dato fuoco a tre edifici pubblici e a una vicina farmacia. In almeno uno di questi edifici c’erano persone che lavoravano e il fuoco è già stato controllato, secondo le autorità.

Tra i feriti uno è in gravi condizioni per una ferita di proiettile al petto. La polizia ha affermato che gli agenti portano solo scudi, bastoni di legno e bombe lacrimogene. Inoltre, ci sono stati numerosi danni ai negozi della zona.

Le proteste si sono verificate durante lo sciopero nelle scuole pubbliche e nei servizi ambulatoriali negli ospedali proclamati dai manifestanti dallo scorso venerdì 26 aprile. Le mobilitazioni stanno cercando di fermare la riforma del sistema scolastico e di quello sanitario approvate la scorsa settimana in Parlamento. Lunedì 29 aprile era prevista la ratifica da parte della Camera, ma gli scontri nel centro della capitale ne hanno forzato la sospensione.

Per i manifestanti, la riforma presuppone una privatizzazione dei sistemi di istruzione e sanità, un’eventualità che il governo honduregno nega con forza. L’esecutivo assicura che le proteste sono il risultato della volontà dell’opposizione di cercare lo scontro. “Coloro che vengono a protestare non hanno capito o non vogliono capire la legge” – ha dichiarato il presidente del parlamento honduregno, Mauricio Oliva, dopo il caos scatenato dalle proteste. “Non c’è nulla che dice che ci saranno licenziamenti” – ha aggiunto.

I manifestanti, che gridavano slogan come “la dittatura cadrà” difendono “il diritto degli honduregni all’istruzione e alla salute pubblica” – ha detto uno dei leader, Daniel Esponda all’agenzia di stampa spagnola EFE. Da parte sua, il presidente del Collegio medico honduregno, l’ordine dei medici locali, ha detto che i professionisti della sanità chiedono l’abrogazione dell’intero decreto, non di uno o due elementi, e che l’abrogazione “non è negoziabile”.

Oltre alle proteste a Tegucigalpa, migliaia di persone hanno marciato e bloccato strade in altre città del paese come San Pedro Sula, La Ceiba, Comayagua, La Paz e Choluteca. In quest’ultima città, la polizia ha sfollato con gas lacrimogeni i manifestanti che hanno bloccato il passaggio di confine con il Nicaragua a Guasaule.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.