Algeria: eletto nuovo segretario del partito di Bouteflika

Pubblicato il 1 maggio 2019 alle 12:47 in Africa Algeria

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Il partito di governo algerino, il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), ha eletto, a un mese dalle dimissioni dellex presidente Abdelaziz Bouteflika, il suo nuovo segretario, limprenditore 50enne Mohamed Djemai. Si tratta di una figura relativamente giovane del partito, dove la maggior parte dei membri possiede allincirca 70 anni e domina lAlgeria fin dall’indipendenza dalla Francia, nel 1962. Djemai sostituisce lex segretario ad interim Moad Bouchareb, nominato dal partito il 26 novembre 2018.

L’uscita di scena di Bouteflika non ha placato i manifestanti, che continuano a chiedere lo smantellamento dell’intera élite di governo, il passaggio a una maggiore democrazia e la repressione della corruzione sistemica e del clientelismo. L’esercito rimane l’istituzione più potente in Algeria, avendo influenzato la politica per decenni. Martedì scorso, il capo di stato maggiore dell’esercito, il tenente generale Ahmed Gaed Salah, che ha partecipato alle dimissioni di Bouteflika avendolo dichiarato inadatto all’ufficio, ha riferito che diversi casi di corruzione sarebbero venuti alla luce. Diversi membri dellélite al potere, tra cui il ministro delle finanze, Mohamed Loukal, l’ex primo ministro, Ahmed Ouyahia, e alcuni uomini daffari sono stati indagati nelle ultime settimane. “La magistratura è stata liberata da tutte le pressioni”, ha dichiarato Salah in un discorso nella città orientale di Costantina, martedì 30 aprile. “Il paese sarà purificato dalla corruzione e dalle persone corrotte”.

5 grandi magnati vicini a Bouteflika, tra cui l’uomo più ricco del Paese, Issad Rebrab, sono stati arrestati per coinvolgimento in scandali di corruzione. Rebrab è stato accusato di false dichiarazioni doganali mentre un altro alleato dellex presidente, Chakib Khelil, in passato ministro dellenergia, è stato convocato dal Tribunale supremo algerinoin seguito alla sospetta violazione delle leggi che regolano i trasferimenti di capitali all’estero. La riapertura delle indagini contro Khelil è arrivata il giorno dopo che il capo della compagnia petrolifera nazionale Sonatrach, Abdelmoumen Ould Kaddour, era stato licenziato e sostituito il 24 aprile, per ordine del presidente ad interim del paese, Abdelkader Bensalah.

Le manifestazioni che hanno portato all’attuale situazione, in Algeria, hanno avuto inizio il 22 febbraio, dopo che il vecchio presidente Abdelaziz Bouteflika aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di Stato. Questa mossa era stata sostenuta dal suo partito, il Fronte di liberazione nazionale (NLF) e dai suoi alleati, ma fortemente osteggiata dalla popolazione algerina. Il presidente aveva inizialmente ceduto alle richieste dei manifestanti e aveva annunciato che non avrebbe partecipato alle successive elezioni algerine. Tuttavia, ha poi fatto un passo indietro e ha dichiarato che sarebbe rimasto alla guida del Paese, fino all’adozione di una nuova Costituzione, estendendo di fatto il suo mandato. 

La promessa di una riforma costituzionale non è riuscita a placare le centinaia di migliaia di algerini che sono scesi in piazza per quasi cinque settimane, chiedendo le dimissioni immediate del presidente. A seguito della crescita delle proteste, i partiti di opposizione, l’esercito algerino, il partito di Bouteflika e i suoi stessi alleati hanno deciso di supportare i manifestanti e hanno chiesto, a loro volta, le dimissioni del presidente. Tali posizioni non hanno fatto che aumentare l’isolamento del capo di Stato di 82 anni, che è stato raramente visto in pubblico dopo il 2013, anno in cui ha avuto un ictus che ha fortemente peggiorato le sue condizioni di salute. 

A seguito delle dimissioni del presidente, avvenute il 2 aprile, le manifestazioni non si sono fermate. Ad Algeri si sono verificati una serie di scontri, nella giornata di martedì 9 aprile. Lo stesso giorno, il Parlamento algerino ha ufficialmente confermato come capo di Stato ad interim il presidente del Senato, Abdelkader Bensalah, che sarebbe rimasto in carica per 90 giorni. Alcune immagini delle relative proteste mostrano le forze della polizia caricare i manifestanti urlando slogan, utilizzando spray al peperoncino, cannoni ad acqua e manganelli per disperdere la folla. I manifestanti algerini hanno più volte dichiarato che le dimissioni del precedente presidente non sono sufficienti a placare le proteste. Le piazze chiedono un cambio radicale nelle sedi del potere, che sono state monopolizzate da un’élite, al potere da troppo tempo. Quale sarà il futuro del Paese è ancora, tuttavia, incerto. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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