Venezuela, Guaidó con i militari: è ora di porre fine all’usurpazione

Pubblicato il 30 aprile 2019 alle 16:01 in Venezuela

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Guaidó, circondato da militari, ha liberato dai domiciliari l’oppositore Leopoldo López, agli arresti dal 2014 e ai domiciliari dall’agosto 2017. “Oggi, coraggiosi soldati, patrioti, uomini coraggiosi attaccati alla Costituzione, sono accorsi alla nostra chiamata. Ci siamo definitivamente trovati per le strade del Venezuela” – ha proclamato Guaidó. “Oggi la paura è superata. Oggi come presidente in carica del Venezuela, legittimo comandante in capo delle Forze armate, chiamo tutti i soldati e tutta la famiglia militare ad accompagnarci in questa impresa. Nell’ambito della lotta non violenta, che abbiamo fatto in ogni momento per liberare il paese dall’usurpazione”, ha detto il leader oppositore.

Il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Juan Guaidó, ha esortato i venezuelani a scendere in piazza per porre fine una volta per tutte all’usurpazione del presidente Nicolás Maduro.

Da gennaio il paese caraibico sta affrontando una grave crisi politica ed economica. Il 5 gennaio, Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Lo scorso 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e il presidente del parlamento, Juan Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Questa azione è stata appoggiata dagli Stati Uniti e da oltre 50 paesi. Oltre che dalla Russia, che ha inviato nelle settimane scorse alcuni suoi militari a Caracas, Maduro, che rimane attualmente il legittimo presidente costituzionalmente eletto del paese caraibico, è sostenuto da diversi paesi tra cui spiccano Cuba, partner storico di Caracas, Messico, Cina, Turchia e Indonesia.

In precedenza, in un’intervista al quotidiano spagnolo El País, Guaidó ha affermato che per spingere Maduro a lasciare il potere “tutte le porte sono aperte”, sottolineando che l’appoggio delle forze armate è fondamentale e che all’interno di queste “c’è grande paura” e “dura persecuzione” del dissenso. 

Il presidente dell’Assemblea Nazionale ha spiegato che la crisi attuale è solo “l’ultima fase” di un processo di opposizione al chavismo lungo 20 anni e ha sottolineato come chi blocca il Venezuela oggi non è l’opposizione, ma Maduro, che fa perdere tempo al paese. “Chi blocca la transizione, chi pone ostacoli per il miglioramento sociale, chi blocca le strade oggi è Maduro. Crede di vincere inscenando una falsa resistenza. Non parla nemmeno di atti di governo, parla di resistere a un attacco che non esiste. Se stai per inventare un sabotaggio che non esiste, dovresti almeno sconfiggerlo. Ma l’idea di vittoria è che hanno resistito a un attacco che loro stessi hanno causato per la loro stessa corruzione. E ora dicono che i collettivi armati devono reagire. È un’apologia dell’odio, della violenza, del crimine” – ha attaccato il leader oppositore.

Guaidó ha affermato, inoltre, di aspettarsi maggiore appoggio da parte delle forze armate. “C’è molta paura nelle forze armate, una dura persecuzione di chi si oppone a Maduro” – ha spiegato, sottolineando come le 700 diserzioni che sono seguite al suo appello siano “insufficienti”, ma che il dissenso all’interno dell’esercito è molto maggiore e che questo non tarderà a manifestarsi, è solo “questione di tempo”.

Interrogato su un possibile intervento armato straniero in Venezuela, il leader dell’opposizione ha risposto: “Abbiamo provato di tutto in Venezuela. Letteralmente. Sempre nell’ambito della non-violenza. E insisteremo: protesta pacifica, esercizio dei nostri diritti, insistenza. Ma la frustrazione si sente, in un certo senso. Come si difende un venezuelano da un collettivo armato? In che modo un venezuelano si difende dai gruppi paramilitari costantemente molestandolo? Da un regime che sequestra le forze armate e nega loro cibo e medicine? C’è un dilemma serio, che è di protezione dei cittadini. Non è solo il costo che paghiamo oggi, ma il costo dell’opportunità sociale che si perde. Quindi, per noi è una questione di responsabilità parlare di tutte le opzioni”.  Pur definendo controversa la possibilità di un’intervento militare straniero, Guaidó ha ribadito “credo di dover discutere responsabilmente tutte le opzioni per raggiungere la fine dell’usurpazione”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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