Summit sui Balcani a Berlino: si tenta di superare la crisi tra Kosovo e Serbia

Pubblicato il 30 aprile 2019 alle 15:33 in Kosovo Serbia

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I leader di Serbia e Kosovo si sono incontrati a Berlino, durante un vertice sui Balcani occidentali, volto a facilitare il dialogo per porre fine allo stallo regionale. Germania e Francia hanno fatto da protagoniste, mentre spicca l’assenza dell’Italia, nonostante il suo importante ruolo nell’area. 

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Emmanuel Macron, hanno organizzato i colloqui tra i leader dei Balcani occidentali, a cui hanno partecipato Serbia, Kosovo, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Croazia, Slovenia e Bosnia-Erzegovina. Anche l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha preso parte al summit. I punti chiave della discussione sono stati il rifiuto della Serbia di riconoscere l’indipendenza del Kosovo, proclamata nel 2008, le alte tariffe doganali reciproche e le controverse ridefinizioni territoriali. L’UE, anche in questa occasione, è rimasta cauta sull’eventuale possibilità di ridisegnare i confini degli Stati della regione.

Dopo undici anni dalla dichiarazione d’indipendenza dalla Serbia, a seguito della guerra del 1998-99, Belgrado continua a considerare il Kosovo un proprio territorio, nonostante la maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti l’abbiano riconosciuto come una nazione sovrana. Di fronte a tale mancanza di dialogo, la Merkel e Macron hanno cercato di ridurre le aspettative sui risultati concreti del summit, affermando l’importanza, in questa fase, di fornire un forum aperto ai leader regionali, per discutere i problemi principali dell’area. Macron ha affermato, inoltre, che è nell’interesse generale dell’Europa promuovere la stabilità nella regione.

“Non abbiamo intenzione di prescrivere una soluzione”, ha dichiarato Macron. “Le priorità sono: considerare tutte le opzioni possibili, eliminare lo scontro e progredire senza tabù e senza creare nuove tensioni regionali”, ha aggiunto il presidente francese. La Merkel ha ribadito concetti simili, affermando: “Oggi è una discussione aperta, non si tratta di prendere decisioni, si tratta di avere una conversazione onesta e condivisa”. Da parte sua, il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono la chiave per risolvere il conflitto in corso con la Serbia, sottolineando l’incapacità dei principali Paesi europei di concordare una posizione unitaria sulla questione. “Senza gli Stati Uniti non potremo mai avere alcun dialogo, trattativa o accordo”, ha riferito Thaci. “L’UE non è unita in questo processo”, ha poi aggiunto.

Thaci ha poi ricordato che è fondamentale che la Belgrado riconosca l’indipendenza del Kosovo. “Chiederemo oggi alla cancelliera Merkel e al presidente Macron di convincere il presidente serbo Vucic a riconoscere il Kosovo”, ha affermato Thaci, aggiungendo che se ciò non dovesse accadere, “penso che l’incontro di Berlino non sarà stato utile”. Thaci ha sottolineato il fatto che la Serbia tende ancora a seguire l’indirizzo della Federazione Russa, in politica estera, mentre il Kosovo vorrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea e, possibilmente, anche della NATO. Proprio in riferimento all’Alleanza del Trattato Nord Atlantico, sorprende la mancanza dell’Italia al summit. Nella parte occidentale del Kosovo infatti è presente il Multinational Battlegroup NATO, a guida italiana. Il Multinational Battlegroup della parte orientale è, invece, a guida americana. 

L’esercito italiano è stato estremamente rilevante durante la guerra tra Kosovo e Serbia, con soldati e carabinieri che hanno protetto monasteri, chiese e città albanesi e serbe dalle violenze e deturpazioni. Le truppe NATO, che formano la cosiddetta K-Force, fungono praticamente da esercito nel Kosovo, che non è autorizzato ad averne uno proprio. Le truppe nella regione occidentale, che sono stanziate prevalentemente nel “Villaggio Italia”, svolgono ancora funzioni molto importanti, tra cui il pattugliamento della linea di confine con la Serbia, teatro di scontri anche anni dopo la conclusione della guerra. Dato il ruolo italiano in Kosovo, risulta quantomeno sorprendente che Roma non abbia partecipato al summit sui Balcani organizzato a Berlino. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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